Volltext : Lib. IX (9)

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GIUNTA  II.
e  di  ciascuna  delle  quali  il  Sole  ocçupa  un  foco.  La  legge.
con  cui  questa  forza  di  attrazione  agisce  sopra  quei  globi.
é  proporzionale  direttamente  alla  loro  massa  ed  inversamente -
  al  quadrato  della  loro  distanza  dal  centro  comune  ;  e  percio -
  li  trattiene  in  quelle  orbite  accelerando  il  loro  movimento -
  quando  si  trovano  nel  perielio,  rallentandolo  nell'afelioe -
  comunicando  una  velocità  in  ragione  inversa  dell'  ampiezza -
  della  loro  orbita.
Quella  forza  attraente  non  è  però  soltanto  raccolta  nel
Sole,  ma  bensi  sparsa  su  tutti  questi  pianeti  proporzionalmente -
  alla  lor  massa;  per  cui  alcuno  dei  medesimi  regge
altri  corpi  (chiamati  satelliti),  che  si  aggirano  intorno  ad
esso  in  orbite  ellittiche,  di  cui  il  pianeta  occupa  un  focoseguendo -
  le  stesse  leggi,  dietro  cui  questo  muovesi  intorno
del  Sole.  Da  una  tale  composizione  di  forze,  per  cui  i  pianeti -
  si  attraggono  a  vicenda,  e  trasportando  seco  loro  i  propri -
  satelliti  sono  attratti  tutti  dal  Sole,  procedono  alcune  alterazioni -
  nelle  singole  velocità  e  negli  elementi  delle  loro  orbite, -
  per  cui  variano  le  durate  delle  rivoluzioni,  si  cangia
la  posizione  delle  absidi,  le  quali  girano  lentamente  d'intorno -
  al  foco,  i  nodi  retrocedono  continuamente,  si  alterano
le  inclinazioni,  oscillando  intorno  ad  uno  stato  medio.
lnfine  lo  stesso  Sole  è  fuoco  di  ellisi  allungatissime
percorse  da  altri  corpi  opachi  che  si  muovono  in  tutti  i  sensi -
  ed  in  tutte  le  direzioni,  chiamati  con  nome  speciale  comete. -
  Queste  in  causa  della  forma  particolare  delle  loro  orbite -
  non  sono  da  noi  visibili,  che  in  alcuni  periodi  determinali; -
  poiché  quando  si  trovano  ad  una  sorprendente  distanza -
  da  noi,  la  luce  solare  che  le  rischiara  non  è  di  tale
intensità  da  poter  rendersi  sensibile  ai  nostri  occhi  per  mez¬20 -
  della  riflessione;  lo  che  conviene  soltanto  nelle  vicinanze
del  perielio,  uve  la  grande  prosimità  del  Sole  fa  loro  provare -
  un'  eccessiva  temperatura,  che  le  penetra  ed  evaporizza -
  in  modo  di  far  ad  esse  assumere  quei  vari  aspetti,  sotto
al  quali  ci  si  presentano,  e  che  vanno  perdendo  di  mano  in
mano  che  tornano  ad  allontanarsi.
Al  di  la  di  questi  globi  piùi  non  appare  movimente  sensibile; -
  solamente  si  vede  nello  spazio  disseminato  un  numero -
  infinito  di  punti  pil  o  meno  vivamente  scintillaut,  che  si
            
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