Volltext : Lib. VIII (8)

GIUNTA  1.
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al  subbietto,  ne  riceveremo  bastevole  ricompensa  e  forte  incoraggiamento -
  a  lavori  di  non  minore  importanza.
Dell'  origine  e  del  progresso  di  quest'  arte  trattò  diffusamente -
  il  signor  Thury  nella  prima  parte  dell'  opera  succitata, -
  a  cui  dovrà  rivolgersi  chi  volesse  conoscere  quanto  si
pensò  a  questo  proposito.  Noi  soltanto,  limitandoci  a  pochi
cenni,  porremo  la  storia  medesima  sotto  un  punto  di  vista
dal  quale  forse  non  fu  sino  ad  ora  considerata.  Niuno,  parlando -
  dei  pozzi  artesiani,  volle  distinguere  l'  arte  di  approfondarsi -
  nell'  interno  del  globo,  per  ottenere  zampilli  d'  acqua, -
  dagli  stromenti  a  ciò  necessarj;  quindi  l'idea  dei  pozzi -
  forati  andò  sempre  congiunta  a  quella  dello  scandaglio  o
trivella  gallica,  e  si  disse  che  i  primi  scavatori  di  questi
pozzi  non  fecero  che  un'  applicazione  dell'  arte  di  scandagliar -
  le  miniere  con  la  trivella.  Laonde  le  ricerche  storiche
si  volsero  a  scoprire  possibilmente  l'  origine  di  quello  strumento, -
  ed  a  far  conoscere  ch'  esso  venne  applicato  molto
tardi  alla  perforazione  dei  pozzi,  cercando  cosi  di  persuadere -
  che  prima  di  ciò  non  vi  si  avevano  sorgenti  artifiziali,
Tuttavolta  crediamo  di  poter  dimostrare  1.°  col  fatto  che
queste  sorgenti  sono  antichissime,  2.°  col  raziocinio,  che  lo
stromento  impiegato  ad  ottenerle  doveva  essere  consimile  allo -
  scandaglio.
Fra  le  molte  prove  che  si  potrebbero  addurre  a  sostener
che  gli  antichi  andavano  pur  essi  in  traccia  delle  acque  zampillanti -
  per  entro  alle  viscere  della  terra,  ne  sceglieremo  due
sole,  una  teorica  e  l'  altra  pratica.  La  prima  ce  l'  offre  Seneca -
  nelle  quistioni  naturali  con  questi  termini:  In  qual
parte  del  globo  la  natura  non  tiene  acque  a  sua  disposizione -
  ?  ..  Poichè  dovunque  i  nostri  seavi  terminano  col  ritrovarne -
  ...  Si  aggiungano  a  quegl'  immensi  laghi  invisibili, -
  quei  mari  sotterranei,  quei  fiumi  che  scorrono  in  una
perpetua  notte  ...  Le  loro  acque,  da  gran  tempo  imprigionate, -
  tendono  a  mettersi  in  libertà,  e  tosto  che  si  schiudano -
  le  rocce,  esse  formano  ruscelli  che  s'  innalzano  per  dirigersi -
  poi  verso  il  mare.  Ci  sembra  di  scorgere  qui  indiçata -
  tutta  la  scienza,  che  poi  con  l'  ajuto  delle  moderne  cognizioni -
  geologiche  fu  pienamente  sviluppata  dal  signor  Thury, -
  il  quale  appunto  fece  servir  questo  passo  per  epigrase
            
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