LIBRO vII.
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vene fistolose della terra giungono gravi alle cave -
dei pozzi, ed ivi imbattendosi negli scavatori
col vapore naturale otturano gli spiriti animali nelle -
loro narici, di modo che coloro ché all istante -
non fuggono restano morti. Per evitare dunque -
siffatto danno dovrà farsi cosi. Si cali al basso -
una lucerna accesa, la quale se continuerà ad
ardere, si scenderà senza pericolo. Ma se dalla
forza del vapore il lume sarà smorzato, allora lungo -
il pozzo a destra e a sinistra si scavino degli
estuarii (1) : e cosi da quelli (siccome per narici) -
si dilegueranno 1 vapori.
54. Fatto tutto questo, e trovata l'acqua, allora -
si accerchj il pozzo di muro, in modo però
che non si otturino le vene. Ma se il terreno
fosse duro, o che neppure al più basso fondo non
si trovassero vene, allora col mezzo di opere signine -
si raccolgano le acque in copia dai tetti o da
bustione. Lo sperimento indicato da Vitruvio viene quasi
verbalmente ripetuto da Plinio nel lib. XXXI. cap. 3., e da
Palladio nel lib. IX. cap. 11.
(1) Il testo aestuaria. Altri sfiatatoj; e qui va benissimo;
ma per trasportare nel suo giusto senso dal latino nell' italiano -
la voce aestuarium converrebbe adoperare il termine
sfogatojo, essendo l' etimologia di aestuarium da aestus, con
cui si spiega una grande commozione o nel fuoco o nell' aria -
o nell' acqua o nell' animo suscitata dal calore, onde aestuarium -
in qualunque applicazione non è che lo scemamento -
dell' aestus, e ciò che si spiega in italiano col verbo sfogare. -
Se si badi all' origine di questa voce si riconoscerà di
naturale e conveniente espressione. Lo sfogare corrisponde
anco al respirare, e questa voce si usa tanto in senso proprio -
che in senso traslato; perciò comunemente trattando si
di oggetti naturali, che di cose meccaniche si prende nello
stesso significato sfogo e respiro.