LIBRO VIII.
di dieci piedi; e se avranno la larghezza di cento -
dita, peserà ciascheduna libbre milledugento;
se di ottanta, libbre novecentosessanta; se di cinquanta, -
libbre seicento; se di quaranta, libbre
quattrocentottanta; se di trenta, libbre trecentosessanta -
: se di venti, libbre dugentoquaranta ; se
di quindici, libbre centottanta; se di dieci, libbre -
centoventi ; se di otto, libbre novantasei ; se
di cinque, libbre sessanta. Le canne poi prendono -
la denominazione delle grandezze dal numero
delle dita che costituiscono la larghezza prima
che sieno piegate a tondo: onde una lama di
cinquanta dita, ridotta in canna, dirassi pur di
cinquanta (1), e cosi tutte le altre.
50. La condotta che si farà per canne di piombo -
si dovrà effettuare cosi: se la fonte sarà a li¬Le -
stesse stèssissime proporzioni sono date anche da Plinio -
e da Palladio quasi colle medesime parole. Solo nelle
opere di Plinio alla larghezza di otto piedi si fa corrispondere -
un peso di cento libbre anzichè di novantasei. Per determinare -
poi la grossezza di queste lastre, è necessario di
conoscere il peso di una che abbia un' unità di volume; indi -
calcolare il peso di una lastra di egual grossezza, ma lunga -
dieci piedi, ed avente le larghezze successive indicate da
Vitruvio ; e finalmente confrontare i pesi ottenuti dal calcolo -
con quelli da lui stabiliti, e proporzionarvi la grossezza
relativa. Per esempio supposto che l' unità di volume abbia
il peso di a, una lastra di egual grossezza, ma di una superficie -
s qualunque avrà il peso risultante dalla proporzio
ne 1 : a = s : x, cioè x as; ma il peso assegnato da Vitruvio -
alla lastra di quella stessa superficie è b, dunque la
grossezza che dovrà avere per mantenere quel peso si otterrà -
dall' altra proporzione as : 1 = b : y, cioè y —
as
(1) Il lat. quinquagenaria, che cosi potrebbe chiamarsi
anco italiauamente.