Volltext : Lib. VIII (8)

CAPO  VII.
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ture  si  facciano  a  volta,  affinchè  il  sole  non  tocchi -
  l'acqua,  e  quando  sarà  giunta  in  città,  si  faccia -
  un  castello  e  congiunto  al  castello  un  triplice -
  immissario  (1)  per  accoglieré  l'  acqua:  si  pongano -
  poi  nel  detto  castello  tre  canne  fra  i  congiunti -
  ricettacoli  egualmente  divise,  di  modo  che
quando  l'acqua  traboccherà  dai  due  estremi  ricettacoli, -
  in  quel  di  mezzo  ridondi:  cosi  nel  mesero -
  un  piede  e  mezzo  di  pendenza,  ovvero  mezzo  piede
soltanto.  Ma,  siccome  osservarono  i  comentatori,  si  devono
ritenere  le  due  lezioni  distinte,  e  considerare  che  l'  architetto -
  latino  segna  il  minimo  della  pendenza  necessaria  a  condurre -
  l'  acqua,  e  Palladio  quella  che  ci  vuole  perchè  l'acqua
abbia  una  grande  velocità.  E  chiaro  che  la  velocità  dipende
dalla  maggiore  o  minore  inclinazione;  ma  il  minimo,  a  cui
questa  si  può  ridurre,  perchè  l'  acqua  possa  scorrere  semplicemente, -
  è  molto  meno  di  quello  che  prescrive  Vitruvio.
Da  alcuni,  si  fissò  di  metri  o,01387  per  ogni  cento  metri  di
lunghezza.  Si  sa  già  che  per  legge  idrostatica  basta  un  declivio -
  quasi  insensibile  pel  corso  dell'  acqua,  tanto  più  che
la  velocità  non  dipende  solo  dalla  inclinazione;  e  la  natura
ne  offre  un  esemplo  nel  fiume  delle  Amazzoni,  essendo  stato -
  osservato  che  nella  lunghezza  di  trecentosedici  metri  non
ha  di  pendenza  che  circa  novantasette  centimillimetri;  eppure -
  si  considera  siccome  il  fiume  più  veloce  della  terra.  Nulladimeno -
  sarà  ottimo  consiglio,  quando  sia  possibile,  quello
di  far  si  che  l'  acqua  si  muova  con  una  qualche  velocità,
particolarmente  per  tenere  1  condotti  sgombri  da  ogni  materia -
  che  vi  si  potesse  depositare.
(1)  Lo  Stratico  riporta  qui  la  figura  immaginata  dal  Perrault, -
  ed  è  quella  che  noi  segnammo  col  numero  3  nella
lav.  I.  L''acqua  sgorga  dalla  bocca  N  nel  castello  sottoposto -
  a  cui  vi  sono  1  tre  tubi  A,  B,  C  ;  annessi  a  questo  castello -
  vi  sono  i  tre  recipienti  D,  E,  F,  dei  quali  il  primo
somministra  l'  acqua  pei  bagni  col  mezzo  del  tubo  K,  il  terz0 -
  per  M  la  trasmette  alle  case  private,  ed  il  medio  per  L
al  laghi  e  fontane  pubbliche.  Siccome  poi  l'acqua  per  l'uso
pubblico  dev'essere  in  maggiore  abbondanza,  cosi  vi  si  provvede -
  con  fare  il  recipiente  di  mezzo  più  basso  dei  laterali,
ed  a  questi  unire  due  tubi  G,  H,  dai  quali  si  versi  il  soprappiu -
  dell'  acqua  necessaria  ai  bagni  ed  agli  usi  privati.
VITRUVIO,  Lib.  VIII.
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