CAPO VII.
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ture si facciano a volta, affinchè il sole non tocchi -
l'acqua, e quando sarà giunta in città, si faccia -
un castello e congiunto al castello un triplice -
immissario (1) per accoglieré l' acqua: si pongano -
poi nel detto castello tre canne fra i congiunti -
ricettacoli egualmente divise, di modo che
quando l'acqua traboccherà dai due estremi ricettacoli, -
in quel di mezzo ridondi: cosi nel mesero -
un piede e mezzo di pendenza, ovvero mezzo piede
soltanto. Ma, siccome osservarono i comentatori, si devono
ritenere le due lezioni distinte, e considerare che l' architetto -
latino segna il minimo della pendenza necessaria a condurre -
l' acqua, e Palladio quella che ci vuole perchè l'acqua
abbia una grande velocità. E chiaro che la velocità dipende
dalla maggiore o minore inclinazione; ma il minimo, a cui
questa si può ridurre, perchè l' acqua possa scorrere semplicemente, -
è molto meno di quello che prescrive Vitruvio.
Da alcuni, si fissò di metri o,01387 per ogni cento metri di
lunghezza. Si sa già che per legge idrostatica basta un declivio -
quasi insensibile pel corso dell' acqua, tanto più che
la velocità non dipende solo dalla inclinazione; e la natura
ne offre un esemplo nel fiume delle Amazzoni, essendo stato -
osservato che nella lunghezza di trecentosedici metri non
ha di pendenza che circa novantasette centimillimetri; eppure -
si considera siccome il fiume più veloce della terra. Nulladimeno -
sarà ottimo consiglio, quando sia possibile, quello
di far si che l' acqua si muova con una qualche velocità,
particolarmente per tenere 1 condotti sgombri da ogni materia -
che vi si potesse depositare.
(1) Lo Stratico riporta qui la figura immaginata dal Perrault, -
ed è quella che noi segnammo col numero 3 nella
lav. I. L''acqua sgorga dalla bocca N nel castello sottoposto -
a cui vi sono 1 tre tubi A, B, C ; annessi a questo castello -
vi sono i tre recipienti D, E, F, dei quali il primo
somministra l' acqua pei bagni col mezzo del tubo K, il terz0 -
per M la trasmette alle case private, ed il medio per L
al laghi e fontane pubbliche. Siccome poi l'acqua per l'uso
pubblico dev'essere in maggiore abbondanza, cosi vi si provvede -
con fare il recipiente di mezzo più basso dei laterali,
ed a questi unire due tubi G, H, dai quali si versi il soprappiu -
dell' acqua necessaria ai bagni ed agli usi privati.
VITRUVIO, Lib. VIII.
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