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CAPO 111.
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za si mollifica e si discioglie: parimente il piombo, -
ch' è pure lentissimo (1) e pesantissimo, se
si collochi in un vaso, e sopra vi si versi aceto;
coperto che sia e dimenticato (2) il piombo si
discioglie e diventa cerussa (3). Per le stesse ragioni -
il rame, benchè di più soda natura, alla
stessa foggia accomodato si scioglie e diventa ruggine. -
E le margherite, non che le selci, che non
possono essere dal ferro nè dal fuoco disfatte, se
sieno però dal fuoco stesso scaldate e si aspergan
d aceto (4), si spezzano e si disciolgono. Vedendo -
adunque questi fatti dinanzi agli occhi, ragionando -
conchiudiamo, che similmente in ferza del
l'agrezza del sugo degli acidi, anco i calcolos
dalla natura delle cose si possan guarire.
(1) Gal. traduce lentissimum per pieghevolissimo, e con
esso l' Orsini.
(2) Gli altri traducono oblitum per lotato. Lotare vuol
dire investire di loto o di fango. Ma noi non sappiamo che
l'oblitus latino abbia questo significato : bensi oblitus è adoperato -
nel senso di unto attorno, imbrattato, macchiato
ecc. Per altro questo aggettivo è sempre accompagnato dal
sesto caso di un sostantivo che lo qualifica, come oleo, musto, -
sanguine ecc.; onde per tradurre lotato non basterebbe
T'oblitum, ma converrebbe aggiungervi luto. Non è forse
pid naturale questo oblitum da obliviscor nel senso di messo -
in obblio, dimenticato ? E non è anco naturale all' uso
nostro comune, quando si vuol lasciar qualche cosa riposare
0 maturarsi, il dire bisogna per qualche tempo dimenticarlai
(5) Della cerussa e del verderame si parlò nella Giunka -
III. al Lib. VII.
(4) Si narra che Annibale si apri una strada fra le alpi
con riscaldarle incendiando i boschi, e con estinguere l'incendio -
con aceto, per cui le montagne si calcinarono fino ad una
certa profondità, e si facilitò cosi il taglio delle medesime. Il
some poi trovasse quel generale la necessaria quantità di aveeto, -
gli storici nou ce lo tramandarono.