LIBRO VIII.
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chi ne bee muore, ma pur chi si lava: ed in
Tessaglia (1) scaturisce una fonte, di cui alcun
armento non ne gusta, nè vi si appressa alcuna
razza di bestie, presso il qual fonte y' è un albero -
fiorente di purpureo colore. Cosi in Macedonia, -
nel luogo in cui fu sepolto Euripide, due
ruscelli provenienti a destra ed a sinistra del monumento -
concorrono insieme (2) : all uno i viandanti -
passando sogliono, stante la bontà dell acqua, -
pranzare; all' altro ruscello poi, che è dalla -
parte sinistra, nessuno si accosta, perchè si dice -
che sieno mortifere le sue acque. Parimente
in Arcadia v' è un tratto di lerra che si chiama
Nonacri, dai monti sassosi del quale distillano frigidissimi -
umori. Quest acqua detta stigos idor (3),
nè da vasi argentei, nè di rame, nè ferrei, può
(1) Sembra, dice il Filandro, che a quelle acque vi fosse -
commisto molto vitriolo.
(2) I comentatori âccusarono il testo siccome corrotto,
perchè non intesero se il ruscello d' acqua buona era situato -
a destra od a sinistra del monumento, e molto fecero per
determinare questa posizione senza riuscirvi. Noi non troviamo -
che vi manchi nulla. Gli altri si trovano nell' indicata -
incertezza perché leggono: duo rivi concurrunt in unum,
accumbentes viatores pransitare solent propter acquae bonitatem; -
ad rivum autem qui est in altera parte nemo accedit -
ecc. ; noi all' incontro, col porre la virgola prima dell' -
in unum rettifichiamo pienamente il senso, ciò che dalla
nostra versione con chiarezza appare. Il Pontedera poi, dietro -
l' autorità di un codice, dopo concurrunt in unum ponendo -
il punto, ed aggiungendo E quibus ad unum accumbentes -
ajuta la nostra correzione. All' uno s' intende quello
della parte destra, perchè prima nominata, all' altro quello
della sinistra.
(3) Di quest' acqua parlano Omero, Plinio, Virgilio, Esiodo, -
Erodoto, Strabone, Eliano, Seneca, Plutarco, Pausania
e molti altri.