CAPO III.
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go della terra si produrrebbero dello stesso genere -
tutte le cose.
33. Queste varietà poi nelle regioni e nei
luoghi derivano dall' inclinazione del mondo (1
e dall' impeto del sole, il quale facendo più vicino -
o più lontano il suo corso riduce tali gli umori -
terreni : e queste qualità non solo nelle dette -
cose, ma eziandio nelle pecore e negli armense -
n’ era trovato un sol gambo, il quale fu regalato a Nerone, -
che da gran tempo il laser proveniva soltanto dalla
Persia, dalla Media, dall' Armenia, molto inferiore però a
quello della Cirenaica, di cui sotto il consolato di C. Valerio -
e M. Erennio se ne vide un pezzo di trenta libbre, e
che Cesare nel principio dellà guerra civile trovò un pezzo
di laser del peso di centoundici libbre conservato fra l'oro
e l’ argento del pubblico tesoro. Distingue poi il laserpizio
della Cirenaica da quello di Persia per proprietà affatto diverse, -
nomina una terza qualità chiamata magydaris, che si
trovava sulle frontiere della Siria, e ve ne aggiunge una
quarta che cresceva in copia sul monte Parnaso, con la quale -
si adulterava il tanto celebrato laser divino.
Da quanto però ci lasciarono scritto questi naturalisti il
Leman conchiude, ch' essi intesero di desérivere tre diverse
piante, cioè il silphion di Barbaria o di Cirenaica, quello di
Persia, ed il magydaris; dalle quali descrizioni si desume
essere state grandi piante a radice vivace, o almeno di due
anni, a foglie molto frastagliate e giallognole, a fiori gialli,
ed a frutti schiacciati e di color giallognolo quando sono alla -
maturità, caratteri che si convengono soltanto alle piante
ombrellifere, e che si trovano tutti riuniti nel genere ferula.
Quindi ritiene che il laser della Cirenaica si traesse dalla
ferula tingitana, che quello di Persia fosse la nostra asafoetida, -
e si traesse perciò dalla ferula asa-foetida, osservando -
con Bauhin che la parola asa è probabilmente una
corruzione di laser, ed il magydaris possa essere la ferula
meoide di Linneo, senza però darne certezza.
(1) Il latino inclinatio mundi, ch' è lo stesso di ciò clie
oggi chiamasi latitudine geografica, la quale è sempre uguale -
alla elevatezza di polo, ossia all' inclinazione dell' asse
del mondo coll' orizzonte equatoriale.