Volltext : Lib. VIII (8)

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LIBRO  VIII.
nuta  dallo  Stratico.  L'uno  dice,  che  se  il  sapore  dei  vegetabili -
  dipendesse  assolutamente  dalle  proprietà  della  terra  in
cui  allignano,  tutti  gli  alberi  piantati  in  uno  stesso  luogo
dovrebbero  produrre  i  medesimi  frutti;  ed  una  pianta  trasportata -
  in  suolo  diverso  dal  nativo,  dovrebbe  cangiare  totalmente -
  natura.  L'altro  risponde  con  Vitruvio,  che  se  le
sementi  non  ricevessero  i  loro  sughi  particolari  dalla  qualità -
  della  terra,  i  frutti  che  producessero  dovrebbero  conservare -
  da  per  tutto  lo  stesso  sapore;  e  perciò  rimproyera  al
Pontedera  di  avere  ingiustamente  combattuto  l'argomento
vitruviano.  Se  fra  questi  due  uomini  dottissimi  ci  è  permesso -
  di  pronunciare  la  nostra  sentenza,  diremo  che  la  ragione
sta  pel  Pontedera  (benchè  egli  pure  non  esponga  la  cosa
con  quella  precisione  che  esige  la  sana  filosofia  naturale);  e
lo  Stratico  stesso  ci  conforta  a  dargliela,  confessando  in  seguito -
  che  non  la  terra  soltanto  somministra  il  succo  alle
piante,  ma  che  vi  concorre  l'aria,  il  sole  e  la  coltivazione.
e  che  lo  stesso  succo  non  produce  un  medesimo  effetto  in
tutte  le  piante.  La  questione  però  si  potrebbe  ridurre  a
determinare  se  la  terra  influisca  o  no  nella  qualità  dei  vegetabili. -
  Ora  gli  agronomi  più  riputati  con  accurati  sperimenti -
  hanno  dimostrato  che  la  terra  scevra  di  qualunque
parte  eterogenea  serve  ai  vegetabili  solamente  di  sostegno  e
di  difesa  alle  loro  radici,  e  ch’  essi  ricevono  il  nutrimento
dall'  aria,  dall'  acqua  (*)  e  dagli  elementi  che  si  trovano  in
queste  o  nella  terra  stessa  frammisti;  dipendendo  la  maggiore -
  o  minore  squisitezza  dei  loro  frutti  dalla  varia  proporzione -
  con  cui  si  combinano  questi  elementi,  la  quale  dipende -
  poi  da  molti  agenti  particolari,  siccome  sono  il  calorico,
la  luce,  l'elettrico.  Queste  verità  atterrano  pertanto  la  teoria -
  vitruviana.  Senonchè  potrebbe  dirsi,  ed  a  ragione,  che
Vitruvio  non  parla  con  l'esattezza  della  scienza,  ma  che  le
sue  parole  proprietà  della  terra  vogliono  indicare  tutte  le
commistioni  di  sostanze  eterogenee  che  vi  possono  aver  luogo. -
  Si  dovrebbe  dunque  in  tal  caso  conchiudere,  che  i  frutti -
  saranno  gli  stessi  ovunque  concorrano  gli  stessi  elementi
e  le  medesime  circostanze;  quindi  (se  pur  si  volesse  che
anche  la  terra  ne  avesse  parte  )  nello  spazio  di  pochi  palmi
qualunque  semente  dovrebbe  produrre  un  frutto  di  egual
sapore;  ma  il  fatto  sta  contra,  poichè  nello  stesso  stessissimo -
  luogo  si  vede  sorgere  il  saporito  poppone  e  l'insipida
rapa.  Per  lo  che  è  d’  uopo  ammettere  una  forza  ignota  propria -
  di  ciascun  seme  individuale,  la  quale  attragga  fra  gli
elementi  circostanti  quelli  che  più  si  confanno  alla  sua  na¬) -
  Vanhelmont  e  Boile  hanno  fatto  crescère  alberi,  alimentandoli
con  sola  acqua.
            
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