GIUNTA II.
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vi avvenissero col tempo, e nel fondo di questi riguardi un
pozzo perduto, ove si vuoti l' acqua quando sia d’ uopo di
mettere una parte del condotto in asciutto.
Finalmente si faranno pure di tratto in tratto gli sfiatatoi, -
onde l' aria possa aver libero sfogo, senza di che essa
cosi racchiusa difficulterebbe il corso dell' acqua, e non di
rado venendo compressa, per la sua somma espansibilità,
spezzerebbe i condotti affine di aprirsi un passaggio. Questi
sfiatatoj consistono in alcuni tubi verticali appoggiati ad un
fulcro stabile, al che meglio di tutto servirebbero i muri
delle fabbriche, presso alle quali passasse per avventura
l' acquedotto, ed altri tanto che oltrepassino il livello superiore -
dell' acqua. Ed affinchè in questi tubi non vi possano
entrare immondezze, si consiglia di farli alla loro sommità
ricuryi, come si vede nella fig. 4. Tav. IX.
Un' altra avvertenza finalmente devesi avere nella costruzione -
degli acquedotti, ed è relativa all' impicciolimento,
cui va soggetta la luce dei tubi e dei canali in causa delle
piante che si van generando, e delle petrificazioni che si
formano pei semi ed altre sostanze che trasporta l' acqua;
ciò che avviene più o meno in tutti gli acquedotti (1). A diminuire -
possibilmente questo inconveniente si deve lunghesso -
l'acquedotto costruire uno o più ricettacoli, ove le acque
possano depurarsi, chiamati dai Romani piscine limarie. Queste -
piscine erano formate con molta accuratezza e previdenza; -
e nei monumenti che tuttora restano se ne osservano di
due specie, una delle quali fu impiegata nell' acquedotto dell -
acqua Alessandrina, e l' altra in quello della Vergine, ammendue -
descritte e delineate dal Fabretti. La seconda viene
da noi riportata nella fig. 2. Tav. IX., in cui A rappresenta -
l' acquedotto dell'acqua Vergine, che si versa nel ricettacolo -
B; per la bocca C discende nel sotterraneo D, e per
la porta E si trasporta nell' altro ricettacolo F; indi ascende -
per la bocca G fino al ricettacolo H, e giunge al condotto -
17. Per la porta K poi si vuotavano le deposizioni in
una éloaca.
Il Poleni nei suoi comenti all' art. XV. dell' opera di
(1) Veggasi la Giunta IV. a questo Libro.