Full text : Lib. VIII (8)

GIUNTA  II.
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vi  avvenissero  col  tempo,  e  nel  fondo  di  questi  riguardi  un
pozzo  perduto,  ove  si  vuoti  l'  acqua  quando  sia  d’  uopo  di
mettere  una  parte  del  condotto  in  asciutto.
Finalmente  si  faranno  pure  di  tratto  in  tratto  gli  sfiatatoi, -
  onde  l'  aria  possa  aver  libero  sfogo,  senza  di  che  essa
cosi  racchiusa  difficulterebbe  il  corso  dell'  acqua,  e  non  di
rado  venendo  compressa,  per  la  sua  somma  espansibilità,
spezzerebbe  i  condotti  affine  di  aprirsi  un  passaggio.  Questi
sfiatatoj  consistono  in  alcuni  tubi  verticali  appoggiati  ad  un
fulcro  stabile,  al  che  meglio  di  tutto  servirebbero  i  muri
delle  fabbriche,  presso  alle  quali  passasse  per  avventura
l'  acquedotto,  ed  altri  tanto  che  oltrepassino  il  livello  superiore -
  dell'  acqua.  Ed  affinchè  in  questi  tubi  non  vi  possano
entrare  immondezze,  si  consiglia  di  farli  alla  loro  sommità
ricuryi,  come  si  vede  nella  fig.  4.  Tav.  IX.
Un'  altra  avvertenza  finalmente  devesi  avere  nella  costruzione -
  degli  acquedotti,  ed  è  relativa  all'  impicciolimento,
cui  va  soggetta  la  luce  dei  tubi  e  dei  canali  in  causa  delle
piante  che  si  van  generando,  e  delle  petrificazioni  che  si
formano  pei  semi  ed  altre  sostanze  che  trasporta  l'  acqua;
ciò  che  avviene  più  o  meno  in  tutti  gli  acquedotti  (1).  A  diminuire -
  possibilmente  questo  inconveniente  si  deve  lunghesso -
  l'acquedotto  costruire  uno  o  più  ricettacoli,  ove  le  acque
possano  depurarsi,  chiamati  dai  Romani  piscine  limarie.  Queste -
  piscine  erano  formate  con  molta  accuratezza  e  previdenza; -
  e  nei  monumenti  che  tuttora  restano  se  ne  osservano  di
due  specie,  una  delle  quali  fu  impiegata  nell'  acquedotto  dell -
  acqua  Alessandrina,  e  l'  altra  in  quello  della  Vergine,  ammendue -
  descritte  e  delineate  dal  Fabretti.  La  seconda  viene
da  noi  riportata  nella  fig.  2.  Tav.  IX.,  in  cui  A  rappresenta -
  l'  acquedotto  dell'acqua  Vergine,  che  si  versa  nel  ricettacolo -
  B;  per  la  bocca  C  discende  nel  sotterraneo  D,  e  per
la  porta  E  si  trasporta  nell'  altro  ricettacolo  F;  indi  ascende -
  per  la  bocca  G  fino  al  ricettacolo  H,  e  giunge  al  condotto -
  17.  Per  la  porta  K  poi  si  vuotavano  le  deposizioni  in
una  éloaca.
Il  Poleni  nei  suoi  comenti  all'  art.  XV.  dell'  opera  di
(1)  Veggasi  la  Giunta  IV.  a  questo  Libro.
            
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