Volltext : Lib. VIII (8)

GIUNTA  III.
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ne  (1).  Questo  meccanismo  consiste  nel  far  muovere  con
mezzo  idraulico  un  pestello  armato  nella  sua  estremitä  inferiore -
  di  uno  scarpello  dentato,  come  si  vede  nella  fig.  3.
Tav.  IX.,  il  quale  serve  a  triturar  la  pietra  per  tutto  lo  spazio -
  che  abbraccia;  per  lo  che  fa  d'uopo  che  nel  foro  da
praticarsi  cada  una  continua  vena  d'  acqua  onde  facilitare
la  triturazione,  ed  asportare  poi  la  parte  disciolta.  L'asta  di
questo  pestello  è  di  ferro  lunga  circa  due  metri,  e  grossa
otto  centimetri  diametralmente;  in  essa  vengono  praticati  otto -
  o  dieci  fori,  contando  dalla  sua  estremità  superiore,  in
uno  dei  quali  si  ferma  una  specie  di  cubo  di  legno,  come
si  vede  in  a,  cerchiato  di  ferro  alle  sue  estremità,  e  che
può  scorrere  lungo  l'  asta.  Una  ruota  di  molino  può  dar
moto  contemporaneamente  ad  otto  pestelli;  questi  innalzati
che  sieno  cadono  verticalmente,  ma  siccome  le  leve  sono
collocate  fuori  di  centro,  cosi  nel  rialzarsi  devono  fare  un
giro  circolare,  per  cui  il  tubo  viene  a  perforarsi  in  forma
di  cilindro;  e  la  parte  interna  riesce  perfettamente  levigata.
Il  cubo  di  legno  poi  serve  ad  aumentare  o  diminuire  il  colpo -
  coll'  abbassarlo  od  innalzarlo,  ciò  che  deve  farsi  di  mano -
  in  mano  che  si  va  internando  nella  pietra.  La  lunghezza -
  dei  tubi,  che  sino  ad  ora  si  perforarono  con  questo  metodo, -
  giunse  a  metri  1,  70;  facile  però  dev'  essere  la  modificazione -
  per  poterne  ottenere  anche  di  più  lunghi.
L'effetto  di  questa  macchina  sta  poi  in  proporzione
della  facilità  che  presenta  la  pietra  a  polverizzarsi.  Dalle  opere -
  finora  eseguite  si  trovò  che  in  dodici  ore  può  formarsi
un  tubo  lungo  metri  1,70  con  uno  scalpello  del  diamentro
di  ventotto  millimetri;  sicchè  col  moto  prodotto  da  un'  ordinaria -
  ruota  da  molino  in  dodici  ore  si  possono  ottenere
otto  tubi,  che  possono  costituire  un  canale  lungo  circa  tredici -
  metri,  calcolando  la  parte  che  di  un  tubo  deve  internarsi -
  nell'  altro  per  avere  un'  esatta  congiunzione.
E  d'  avvertirsi  che  in  Trieste  fu  contemporaneamente
(1)  Questo  fu  nella  circostanza  che  si  pensò  di  riattivare  nella  suddetta -
  città  due  fontane,  facendo  provenire  l'  acqua  da  un  castello  eretto
alla  distanza  di  2853  metri;  riattivazione  dovuta  principalmente  al  patrio -
  costante  zelo  del  Nob.  sig.  Raimondo  Cortellazzis,  allora  Podestà  di
Udine.
            
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