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GIUNTA III.
„dotto della Vergine, e ristaurati diversi altri, fece scavare
„settecento laghi, costruire centocinque fontane, centocin¬„quanta -
castelli d'acqua, e molte altre opere magnifiche,
„alle quali sovrappose trecento statue, parte di bronzo e
„parte di marmo, ed impiegò quattrocento colonne marmo¬„ree; -
e tutto ciò in un anno ?. Da questo si conchiuda
quanto meravigliose dovevano essere le opere tutte di Roma,
se un solo Edile in un anno seppe far tanto. E quindi inutile -
il dire che i laghi giungevano sino a 1352, i quali non
altro erano che pubblici ricettacoli d' acqua, a cui potevano
attingere tutti indistintamente, e ch' erano riempiuti dall' acqua -
che zampillava dalle fontane, pure numerosissime in
Roma.
E tanta era la premura perchè non avesse a mancare
questa sostanza tanto necessaria, nè ad essere in qualunque
maniera deviata, che severissime érano le leggi a tal uopo
emanate, e ad appositi magistrati affidata la sorveglianza,
detti perciò Curatori delle acque, ai quali ubbidivano littori, -
servi, scribi, amanuensi, aggiunti, banditori; anzi vi erano -
apposite famiglie impiegate per questo ufficio e mantenute -
a spese del pubblico erario; della qual cosa ne rende
conto Frontino, ch' era pure uno dei sopraintendenti alle
medesime. E fra queste famiglie erano distribuite le varie
incombenze, per cui alcuni erano sopraintendenti, altri castellarj, -
altri amministratori, altri intonacatori, ed ascendevano -
in complesso sino a seicento.
E se di tal vantaggio e di tal importanza per l'utile
pubblico e per la pubblica comodità fu creduto da questi
antichi il provvedere si copiosamente di acqua la loro capitale -
e le più cospicue città ad essi aggregate, reça sommo
stupore, in tempi, in cui le scienze meccaniche ed idrauliche -
giunsero quasi alla perfezione, che vi sieno intere popolazioni -
sprovvedute di acqua, o condannate a beverne
d'immonde ed insalubri, benchè forse non lunge ne sorgano -
di saluberrime, e forse di sotto ai piedi ve ne siano imprigionate -
di abbondantissime. Né dopo gli acquedotti di
Roma ve ne son altri che possano meritare rinomanza, se
si escludono quello di Zuan presso Cartagine, lungo sessanta -
miglia e sostenuto da arcate alte cento piedi, quello di