Full text : Lib. VIII (8)

GIUNTA  II.
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nati  hanno  già  una  forza  singolare,  e  tendono  tosto  per  istinto -
  a  gettarsi  nell'  acqua  ed  a  nuotare.  Il  maschio  ha  una
verga  racchiusa  in  una  guaina,  e  gli  organi  generatori  non
sono  posti  in  uno  scroto  esternamente,  ma  stanno  invece
nell'  addome.
L'ippopotamo  nuota  con  grande  celerità,  ma  cammina
gravemente  in  causa  della  sua  forma  goffa;  tuttavia  per  la
moltà  lunghezza  del  suo  passo  corre  un  po'  più  dell'  uomo.
Zerenghi  nella  sua  descrizione  di  questi  animali  assegna  loro -
  una  lunghezza  di  undici  piedi,  una  circonferenza  di  dieci, -
  ed  un'  altezza  di  quattro  e  mezzo.  Alcuni  però  giungono
fino  alla  lunghezza  di  quindici  piedi,  e  all'  altezza  di  sette.
Quando  è  sopra  terra  si  rivolta  nel  fango  come  tutti  gli  altri -
  pachidermi.  Per  conoscerne  le  forme  si  osservi  la  fig.  3.
Tav.  VIII.
La  carne  è  grassa  come  quella  del  porco;  il  suo  lardo
è  ricercatissimo,  e  se  ne  trae  fino  a  duemila  libbre  da  un
solo  individuo,  il  quale  pesa  ordinariamente  da  cinque  a  seimila. -
  Le  ossa  sono  durissime,  e  Giobbe  le  paragonava  a  tubi -
  di  bronzo.  Difficilmente  si  uccide  per  la  spessezza  della
sua  pelle,  e  per  giungere  a  ciò  bisogna  colpirlo  nella  testa.
Per  natura  è  un  animale  pacisico  e  persino  timido  e  diffidente -
  ;  quindi  ascolta  sempre  con  attenzione,  fiuta  ed  osserva -
  tutto  prima  di  uscire  dalle  acque;  e  le  sue  abitudini
sono  brutali  e  sozze  come  quelle  del  porco  e  del  rinoceronte; -
  per  cui  si  può  dirlo  più  stupido  che  cattivo.  Ma  se  viene -
  poi  irritato,  diventa  furioso,  dispiega  tutta  la  sua  forza,
rovescia  persino  le  barche  e  le  mette  in  pezzi  coi  suoi  fortissimi -
  denti  ;  e  quando  si  attacca  con  qualche  altro  animale -
  non  si  arrende  giammai,  ma  si  batte  fino  all'  ultimo  sangue -
  e  vende  assai  cara  la  vita.  Dicesi  che  gl'  ippopotami
sieno  gelosi,  e  che  nascano  terribilissime  guerre  fra  loro  per
causa  delle  loro  femmine.
Il  grido  di  dolore  si  assomiglia  al  muggito  del  bufalo  ;
e  il  grugnito  ordinario  è  un  misto  delle  voci  dell'  elefante,
del  bufalo  e  del  cavallo.
Vanno  per  solito  a  due  a  due,  e  qualche  volta  in  piccole -
  truppe.  Ora  non  arrivano  al  di  qua  delle  cateratte  del
Nilo,  avendo  abbandonato  questo  fiume  spaventevole  forse,
            
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