GIUNTA 1.
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neta; per lo che si osservò primieramente che i medesimi
sono d' ordinario stratificati, ed anzi qualche geologo suppone -
che in quelli distinti col nome di massicci se la stratificazione -
non è visibile dipenda dall' essere i loro strati di
una straordinaria grossezza, e la scarpa che si osserva
nei medesimi non bastantemente profonda per poter iscoprire -
le fenditure di separazione. Ma stando alle osservazioni
generali, si deve ritenere che per la maggior parte i terreni
risultano di strati sovrapposti gli uni agli altri, e più o meno -
inclinati all' orizzonte, e che fra le due superficie di soyrapposizione -
vi rimangono alcune fenditure più o meno
pronunciate, fra le quali può scorrere l' acqua in maggiore
o minore abbondanza; le più sensibili però sono quelle che
appariscono nella sovrapposizione di due terreni di diversa
formazione, come sarebbe fra gl' intermedj ed i secondarj.
Oltre a questi interstizj nella formazione dei terreni vi sono
anche alcune sfogliature verticali che si osservano particolarmente -
nelle rocce sulle sommità delle montagne, per le
quali penetrano le stille in cui si cangiano i vapori al contatto -
della loro superficie. Ma le acque introdotte in queste
sfogliature e fra quegli strati sarebbero troppo divise per
tornar utili a quelli che le andassero ricercando, se non si
offrissero nell' interno del globo molte altre aperture di maggiore -
ampiezza; e sono appunto quelle che si chiamano con
nome proprio fenditure, le quali si trovano numerosissime,
appartenendo talvolta ad un solo strato, od alla riunione di
più strati del medesimo terreno, e tal altra attraversando
intieri terreni e spesso anche diverse formazioni dei medesimi. -
Esse variano nella loro ampiezza dall' essere appena sensibili, -
sino ad avere dimensioni indeterminate particolarmente -
nel senso della loro profondità; anzi dalla maggior parte
dei geologi si ritiene che le stesse valli, almeno le trasversali, -
sieno grandi spaccature, come lo confermano le osservazioni -
di Bergman, il quale nei terreni calcari dei monti Oural
trovò alcune fenditure larghe dai quindici ai venti metri, le
cui pareti presentano una traccia cosi palese della loro antica -
unione, che si osservano sopra ciascuna delle medesime
le parti di una stessa petrificazione. Qualunque sia poi la
causa che le produsse, provengano da una reale cristalliz¬