Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  1.
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cere  di  quello  che  a  lui  ne  verrebbe  contemplando  gli  og¬„getti -
  stessi,  i  quali  vedendosi  da  noi  tutto  giorno,  sono
„inabili  a  recar  diletto  ;  e  credo  di  poter  dire,  che  per  lo
„  più  non  è  l'  oggetto,  ma  la  imitazione  che  a  noi  piace;
„onde  se  la  imitazione  sarà  giunta  a  tale  di  far  parer  vero
„ciò  ch'  è  finto,  si  perderà  affatto  il  piacere  della  imitazio¬„ne. -
  Per  la  qual  cosa  io  credo  anzi  di  avere  qualche  obbligo -
  alla  deformità,  che  io  riconosco  nello  specchio,  quando
„é  inclinato,  perchè  essa  mi  risveglia  nell'  animo  la  idea
„della  imitazione,  e  questa  mi  cagiona  un  piacere,  che  sen¬„za -
  di  essa  non  avrei  ".
L'argomento  sarà  giusto;  ma  a  noi  sembra  di  poter  ragionare -
  in  altra  maniera  senza  pretendere  alla  preferenza.
Imitare,  noi  dicemmo  altra  volta,  non  altro  significa  che  presentare -
  un  oggetto  per  mezzo  dell'  arte  con  tanta  illusione
da  farlo  supporre  opera  della  natura;  ed  un'  arte  sarà  imitatrice -
  ogni  qual  volta  non  si  allontani  dalle  leggi  immutabili -
  del  suo  originale.  Ora  noi  non  possiamo  concepire  di
qual  modo  possa  produrre  piacere  la  imitazione  pel  solo  motivo -
  che  non  apparisce  perfetta;  ma  bensi  concepiamo,  che
quando  si  giunge  a  conoscerla,  tanto  maggiore  sarà  il  piacere -
  ch’  essa  produce,  quanto  più  si  accosterà  ad  essere  perfetta. -
  Questo  è  il  sentimento  che  in  noi  promosse  la  vista
delle  opere  migliori,  e  non  diverso  ci  sembrò  quello  di  molte -
  persone  dotte.  Anzi  per  provare  il  massimo  piacere  cercammo -
  talvolta  di  supplire  a  qualche  mancanza  dell'  artista;
trasportandoci  con  la  immaginazione  nelle  circostanze  che
l'  artista  medesimo  aveva  voluto  rappresentare;  perclocche
quando  veggiamo  sopra  un  teatro  esposte  le  ûmane  passioni
non  facciamo  plauso  a  quell'attore  che  sa  piangere,  ma  bensi -
  a  quello  che  sa  far  piangere;  nè  diversa  è  la  cosa  in  qualsiasi -
  arte  bella,  il  cui  scopo  non  dev'  essere  soltanto  di  esprimere -
  un  affetto,  ma  di  saperlo  inoltre  eccitare  nell'  animo -
  dello  spettatore  ;  e  questo  non  si  potrà  conseguire  se  la
imitazione  non  sia  della  maggiore  possibile  perfezione.  Ogni
cuore  sensibile  si  commuoverà  contemplando  la  partenza  di
Agar  dipinta  dal  Guercino,  ed  ognuno  dovrà  raccapricciare
alla  vista  del  Laocgonte.  E  se  l'  arte  giungesse  a  produrre
oggetti  che  avessero  tutte  le  proprietà  di  quelli  che  offre  la
            
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