GIUNTA 1.
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„ corrispondere per ragion naturale tutte le linee, affinchè
„ per una cosa incerta si rappresentassero nelle scene dipin¬„te -
le immagini reali degli edifizj; e quelle che fossero fi¬„gurate -
sopra fronti diritte e piane, parte sfuggenti, parte
„ apparissero rilevate ".
I teorici posteriori, che trattarono della prospettiva, la
definiscono per „ quella séienza, che considera i corpi non
„ come sono in sè stessi, ma come appariscono agli occhi
„nostri secondo le diverse loro positure e distanze, e che
„insegna di riferire queste apparenze ad una superficie (1)".
E chi non vede, vestita solo con altri termini, bella e perfetta -
in Vitruvio la medesima definizione di questa scienza,
ch' egli fa procedere ai tempi di Democrito,e di Anassagora? -
Tuttavolta siccome su combattuta l' autorità dell' architetto -
latino su questo, come su molti altri punti dell' opera
sua, non sarà vano il persuaderci di ciò, ponendo a confronto -
il ragionamento col fatto. Nè 'si creda tanto inutile,
come potrebbe apparire, una tale ricerca; poichè si tratta di
far constare se le moderne scientifiche cognizioni sieno dannose -
od ajutatrici alle arti belle.
Quando taluno osserva qualche oggetto, i raggi luminosi
possono considerarsi come conformati in una piramide avente -
per base la superficie dell' oggetto, e per vertice il centro
della pupilla dell' osservatore. Se questa piramide venisse tagliata -
da un piano parallelo alla base, si vedrebbero segnati
sul piano stesso tutti i contorni della superficie contemplata,
e la figura che apparirebbe su questo piano dicesi prospettiva -
di quella superficie. La prospettiva adunque non è altro -
che la precisa imitazione del vero, di quel vero cioè relativo -
alla nostra vista, per la quale noi riferiamo ad un
piano gli oggetti che ci si presentano. Nè qui possiamo a
meno di riportare un paragrafo del Trattato di Eustachio
Zanotti sul debito principale dei pittori. Dalla sola definizione -
della prospettiva, dic'egli, si comprende chiaramente quale -
sia il debito principale dei pittori nelle operazioni che
fanno; imperocchè se studiano di rappresentare sulle te¬(1) -
Eustachio Zanotti nell'ottimo suo Trattato teorico-pratico di Prospettiva. -
Bologna 1766.