Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  1.
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„  corrispondere  per  ragion  naturale  tutte  le  linee,  affinchè
„  per  una  cosa  incerta  si  rappresentassero  nelle  scene  dipin¬„te -
  le  immagini  reali  degli  edifizj;  e  quelle  che  fossero  fi¬„gurate -
  sopra  fronti  diritte  e  piane,  parte  sfuggenti,  parte
„  apparissero  rilevate  ".
I  teorici  posteriori,  che  trattarono  della  prospettiva,  la
definiscono  per  „  quella  séienza,  che  considera  i  corpi  non
„  come  sono  in  sè  stessi,  ma  come  appariscono  agli  occhi
„nostri  secondo  le  diverse  loro  positure  e  distanze,  e  che
„insegna  di  riferire  queste  apparenze  ad  una  superficie  (1)".
E  chi  non  vede,  vestita  solo  con  altri  termini,  bella  e  perfetta -
  in  Vitruvio  la  medesima  definizione  di  questa  scienza,
ch'  egli  fa  procedere  ai  tempi  di  Democrito,e  di  Anassagora? -
  Tuttavolta  siccome  su  combattuta  l'  autorità  dell'  architetto -
  latino  su  questo,  come  su  molti  altri  punti  dell'  opera
sua,  non  sarà  vano  il  persuaderci  di  ciò,  ponendo  a  confronto -
  il  ragionamento  col  fatto.  Nè  'si  creda  tanto  inutile,
come  potrebbe  apparire,  una  tale  ricerca;  poichè  si  tratta  di
far  constare  se  le  moderne  scientifiche  cognizioni  sieno  dannose -
  od  ajutatrici  alle  arti  belle.
Quando  taluno  osserva  qualche  oggetto,  i  raggi  luminosi
possono  considerarsi  come  conformati  in  una  piramide  avente -
  per  base  la  superficie  dell'  oggetto,  e  per  vertice  il  centro
della  pupilla  dell'  osservatore.  Se  questa  piramide  venisse  tagliata -
  da  un  piano  parallelo  alla  base,  si  vedrebbero  segnati
sul  piano  stesso  tutti  i  contorni  della  superficie  contemplata,
e  la  figura  che  apparirebbe  su  questo  piano  dicesi  prospettiva -
  di  quella  superficie.  La  prospettiva  adunque  non  è  altro -
  che  la  precisa  imitazione  del  vero,  di  quel  vero  cioè  relativo -
  alla  nostra  vista,  per  la  quale  noi  riferiamo  ad  un
piano  gli  oggetti  che  ci  si  presentano.  Nè  qui  possiamo  a
meno  di  riportare  un  paragrafo  del  Trattato  di  Eustachio
Zanotti  sul  debito  principale  dei  pittori.  Dalla  sola  definizione -
  della  prospettiva,  dic'egli,  si  comprende  chiaramente  quale -
  sia  il  debito  principale  dei  pittori  nelle  operazioni  che
fanno;  imperocchè  se  studiano  di  rappresentare  sulle  te¬(1) -
  Eustachio  Zanotti  nell'ottimo  suo  Trattato  teorico-pratico  di  Prospettiva. -
  Bologna  1766.
            
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