CAPO XIV.
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no bollire coll' acqua al fuoco, e quando sono
contemperate, le buttano in un pannolino: indi
spremendo colle mani scolano in un mortajo l'acqua -
dalle viole colorita, e in quella infondendo
la creta eretria (1), é tritandola compongono il
colore del sile attico (2). Nella stessa maniera temperando -
il vaccinio (3) e mescendovi latte ne fanno -
una porpora assai elegante.
68. Parimente coloro che non possono far u
so della crisocolla, a motivo del suo caro prezzo,
insinuano il ceruleo nell' erba chiamata luteo, e
ne ritraggono un colore verdissimo. Questi poi si
chiamano colori fittizj. Cosi pure per la carestia
dell' indaco, colla creta selinusia (4), o coll annularia, -
o col vetro (detto dai Greci yalon) ar¬(1) -
Plinio ne accenna di due sorta, bianca e grigia. Trae
il suo nome da Eretria, città dell' Eubea.
(2) Vogliono taluni che questo sia un colore violaceo. Ma
osserva lo Stratico, che se si sta a quello che scrive Plinio,
questo era di color giallo, perchè dice che il sile attico veniva -
impiegato nelle parti più lucide, come che il sile lidic
si adoperava nelle ombre; e fra i quattro colori, rosso, ce
ruleo, verde e giallo, quest' ultimo è il più risplendente, e
frammisto agli altri serve ad aumentarne la vivezza.
(3) Non è ben determinato il significato di questa parola¬Molti -
convengono che indichi un colore ceruleo oscuro; ma
è difficile il determinarne la composizione. Alcuni credono
che si traesse dal succo del giacinto, perchè Dioscoride narra, -
che i Romani davano al giacinto il nome vaccinio. Altri
che lo si avesse dall'erba isatide ; altri dal frutto del ligustro.
Veggasi la Giunta III.
(4) Plinio dice, che questa è del colore del latte, che facilmente -
si scioglie nell' acqua, e che serve alla preparazione -
dell' indaco. Accenna anche il bianco annulare siccome
proprio a far che la cute femminile divenga lucida. Ma non
dice che questa sia una creta, bensi una preparazione fatta
eon la creta.