CAPO IX.
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rio colore: cosi che subito fece la spesa (1) per
ammettere altri colori.
55. Ma se qualcheduno più ingegnoso di questi -
vorrà che la tinta miniacia ritenga il suo colore, -
quando la parete sarà polita ed asciutta, vi
tiri colla setola della cera punica (2) liquefatta al
fuoco, e un poco temperata con l' olio: poscia
con carboni riposti in un vaso di ferrò scaldando
la cera colla parete, la sforzi a sudare; e ciò si
faccia in modo eguale da per tutto: poi con una
candela, e con pannilini si allisci con quella stessa -
cura che si usa per le statue di marmo ignude: -
ciò che -dai Greci si chiama causis. Cosi
ostando questa lorica di cera punica, non permette -
che nè lo splendore della luna, nè i raggi
del sole lambendo distruggano su queste politure
il colore.
56. Ora quelle officine ch' erano nelle miniere -
degli Efesj. furono trasferite a Roma, perche
lo stesso genere di vena fu poscia trovato nelle
regioni di Spagna, dalle cave delle quali si portano -
le glebe in Roma, ove si fanno preparâre
(1) Galiani : appalto. Barbaro : subito condusse chi gli
desse altri colori. Orsini: fece il cottimo. Il latino locavit.
(2) Lo Stratico osserva, che qui Vitruvio espone la maniera -
di dipingere, detta dagli antichi encaustica, particolarmente -
per far si, che i pulimenti eseguiti col minio mantengano -
il loro colore. La cera punica (cosi detta, perché era
eccellente il metodo dei Cartaginesi di rendere la cera biança -
e pura) temperata con un poco d' olio, finchè acquistasse -
la duttilità di un unguento, si distendeva sopra la dipintura -
con un pennello.