LIBRO VII.
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za a coagularsi in uno: versata poi l'acqua s'infonde -
in un panno, e spremutolo colle mani, l'argento, -
per la sua liquidezza, cola dai trafori del
panno, e l'oro costretto dalla compressione si trova -
puro al di dentro.
CAPO IX.
Della temperatura del minio.
54. Ora tornerò alla temperatura del minio.
Quando le glebe sono aride, si pestano in mortaj -
di ferro e si macinano, poi con lavazioni e con
ispesse cotture si fanno diventare colori. Quando
poi questi sono estratti, allora il minio, per l'abbandono -
dell' argento vivo, perde le primitive sue
virtù naturali, e diventa di natura tenera e priva
di consistenza. Onde quando è adoperato sulle politure -
degl' intonachi entro gli appartamenti, si
mantiene senza guastarsi nel suo colore: ma nell'aperto, -
cioè nei peristilj, nell' essedre, o in altri
luoghi consimili, dove il sole o la luna possano
introdurre lo splendore ed i raggi, se il luogo sia
tocco da questi, si guasta, e perduta la vivacità
del colore nereggia. Perciò, siccome altri molti,
cosi anche Faberio Scriba, avendo voluto avere
una casa sull' Aventino elegantemente abbellita nei
peristilj, investi le pareti tutte di minio, le quali -
in trenta giorni diventarono d'invenusto e va¬