LIBRO VII.
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minio (1). E voce adunque essersi questo prima
trovato nei campi Cilbiani degli Efesj, il fatto e
la ragione del quale fanno veramente gran meraviglia. -
Perchè si cava una gleba che chiamasi
antrace, prima che col manipolarla diventi minio;
con vena di colore ferreo-rossigno, attorniata di
polvere rossa. Quando questa si scava, dalle ferite
dei ferramenti spande spesse lagrime (2) di argento -
vivo (3), le quali tosto si raccolgono dai
cavatori. E quando le glebe sono raccolte nella
officina, per la pienezza dell' umore si gettano
nella fornace, perchè si secchino; ed il fumo che
questo confonderla col minio, poichè il grado dell' abbruciamento -
fa che varii il colore dal giallo al rosso. Laonde se
Plinio dice, che la sandaraca è di color giallo o fiammeo, ed
è più pallida dell' orpimento, non può confondersi col nostro
minio, ch' è di color vivo e rosso. Vi è altresi una gomma,
che si trae dal ginepro, e che dicesi sandaraca; ma bisogna
distinguerla da quella degli antichi. Evvi anche una sandaraca -
artificiale, ch' è migliore della minerale, come dice Vitruvio, -
nel cap. 12., e che dal volgo viene chiamata genuli, benchè -
altri la chiamino sandice. Questa è la sandaraca del Ponto, -
di cui parla Vitruvio nel libro seguente. Dallo Stratico.
(1) Questa' sostanza,-che ora dicesi minio, è una preparazione -
di piombo, cioè la biacca bruciata finchè divenga rossa; -
per cui molti la chiamano piombo rosso. Il minio degli
antichi poi, come si ricava dalla descrizione di Vitruvio, corrisponde -
a ciò che oggi chiamasi cinabro nativo. Plinio dice
che si trova nelle miniere d'argento, che fu scoperto da Callia -
Ateniese 349 anni prima di Cristo, di colore simile al
cocco; e che fu errore di quelli che lo chiamarono cinabro.
Parla poi di un' altra specie di minio, che si trova nelle miniere -
di piombo e d' argento, e la quale non è rossa se prima -
non si arroventa al fuoco.
(2) Il testo: ex plagis ferramentorum emittit lacrymas
argenti vivi. Noi diremmo che qui il buon Vitruvio seicentava. -
(3) Altrimente detto mercurio. Veggasi la succitata Giunta -
III.