LIBRO VII.
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mo ben levigate, tirativi al di sopra dei pulimen
ti i colori, manderanno fuori vivo splendore.
26. Che se i colori sono diligentemente tirati
sopra l'intonaco a fresco (1), non ismarriscono,
ma si conservano e durano senza fine, perchè la
calce, disseccatosi l'umido nelle fornaci (2), e per
la sua rarità fatta vana (3), costretta dalla siccità
s'imbeve di tuttociò che per caso la tocca, e per
queste mescolanze, raccolti i semi o principj di
altre potenze (indurandosi in un sol corpo tutti
quanti i membri, de' quali è formata) mentre si
secca, si riduce a tale, che sembra aver in sè
qualità tutte proprie del suo medesimo genere.
27. Perciò gl' intonachi (4) che sono ben fat¬(1) -
Questa maniera è quella che noi diciamo a fresco. Gli
antichi esercitarono ammendue le maniere di dipingere, cioè
quella a fresco e quella a secco. La prima maniera fa si, che
i colori si compenetrino con l' intonaco in guisa, che quando -
sieno asciutti risplendano e durino lungamente; la seconda -
invece è superficiale, ed in essa si fa uso di qual
che glutine, perchè i colori vi aderiscano. La pittura a fresco -
e sottoposta al grave danno di vedere alterati dalla calce -
tutti i colori che non sieno terrei, ma che invece sieno
preparati con sostanze vegetabili ed animali, e talvolta anche -
con alcune minerali. Cosi lo Stratico. Veggasi la Giunta -
III. a questo libro.
(2) Dice lo Stratico, che qui il senso è intricato, e che
la mente dell' autore non è chiara. Noi però non vi troviamo -
alcuna oscurità, e ognuno intender deve che Vitruvio ritiene, -
essere proprietà della calce di assorbire ciò, che ad essa -
si unisce di umido, e che dopo di aver assorbito un qualunque -
principio, nel consolidarsi lo ritiene in modo, che le
qualità di questo sieno divenute proprie della calce.
(3) Il Galiani: restata porosa.
(4) Ripete la necessità di ben eseguire gl' intonachi, perché -
si mantengano belli, e non lascino svanire i colori che
vi fossero applicati; e perciò insiste affinchè gli strati dell'in¬