CAPO III.
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perpendicolo, e gli angoli alla squadra (1); perchè -
in questa maniera riescirà nitida la vista delle -
pitture sopra gl' intonachi. Nell' atto poi dello
asciugarsi si dia una seconda ed anco una terza
mano. Cosi quanto più profonda sarà la direzione -
dell' arenato, tanto più a lungo durerà la sodezza -
della intonacatura: ma quando sopra l'arenato, -
oltre la prima tiratura si saranno formate
non men di tre croste, allora si facciano le spianazioni -
di fior di marmo (2), purchè la materia
sia temperata in modo, che nell' impastarsi non
s'attacchi al badile (3), ma il ferro netto tolgasi
dal mortajo. Disteso il fior di marmo e seccandosi, -
si tiri una nuova crosta leggera: e quando
questa sarà bene battuta e fregata, soprappongasene -
un altra ancor più sottile. Cosi quando con
tre croste di arena 'e con altrettante di marmo
saranno assodate le pareti, non potranno più esser -
soggette nè a fessure, nè ad alcun altro difetto. -
Quando poi le solidità saranno a colpi di
mazzuole stabilite e col fermo candore del marla -
necessaria diligenza; giacchè dopo un semplice strato di
arena si stende una semplice incrostatura di marmo, e perciò -
riescono fragili ed informi; eppure Vitruvio chiaramente
diceva essere questa pratica contraria alla solidità ed alla
bellezza degl' intonachi.
(1) Il Galiani : regolando le lunghezze colla riga e col
filo, le altezze col piombo, e gli angoli colla squadra.
(2) Il testo: e marmoreo grano; il Galiani: polvere di
marmo.
(3) Anche il Barbaro usa col nostro volgo badile. Il Galiani -
però ha pala.