LIBRO VII.
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dell' arenato (1) in modo, che le lunghezze corrispondano -
alla regola ed alla linea, le altezze al
pendentemente dal fondo, presto si scrosterebbe. Quindi i pratici -
cercano di sorprendere la natura, la quale indica il rappigliamento -
avviato quando mostra gli screpoli sulla superficie -
generale degl' intonachi, e si riguarda da essi questo il
momento di sovrapporvi l'altra mano, spruzzando tuttavia il
fondo per renderlo più proprio alla sovrapposizione. E soggiunge -
l'Antolini, che una delle avvertenze d' aversi è quella, -
che l' intonaco formi una bella superficie piana, ovvero
curva, se si tratta di volte; e per riuscirvi in ogni mano
d'intonaco si praticano sulle pareti e negli angoli alcune
norme o guide esattamente a piombo, e curve sulle volte:
riempiendo indi coll' intonaco gli spazj intermedj, e levandone -
il superfluo col regolo, si viene ad ottenere l'intento: colla -
cazzuola poscia passandovi sopra si rimarginano esattamente -
tutte le piccole irregolarità che vi fossero rimaste.
Anche da ciò si vede, che se noi superiamo gli antichi
per nuove forme e nuove scoperte in diverse opere, non possiamo -
però allontanarci dai loro metodi in quelle ch'essi pure -
conoscevano; giacchè erano omai giunti al massimo della
perfezione nella pratica, siccome lo erano nel gusto delle arti -
belle
(1) L'Orsini rende il latino arenatum opus per mistura
di calcina ed arena, che corrisponde a quella che noi diciamo -
malta grezza. Tutte poi queste prescrizioni vitruviane
mostrano quanto esigessero gli antichi di esattezza nella esecuzione -
delle loro opere; e negl' intonachi usavano essi tanta -
attenzione, che riuscivano lucidi siccome specchi, e di tanta -
sodezza, che i pezzi che ritraevano dalle vecchie fabbriche -
s'impiegavano nei cordoni, nelle fasce e nei riquadri delle -
nuove. Da questo paragrafo si conosce altresi che negl' intonachi, -
ch' essi chiamavano marmorati, dopo il rinzaffo facevano -
l' arricciato con tre strati di arena e calce, e di altri
tre componevano l' ultima mano d' intonaco; perlochè dopo
di avere ridotto in polvere il marmo lo separavano in tre
parti a seconda della grossezza. La parte più grossa, che
chiamavasi grano, serviva al primo strato; la mediocre componeva -
il secondo, che veniva sovrapposto quando l' altro
stava per asciugarsi; e della più fina si formava il terzo.
Questi intonachi erano molto in uso presso i Romani, specialmente -
negli edifizj più nobili e magnifici. Benchè si voglia -
imitare questa specie d' intonaco col nostro cosi detto
marmorino, non vi si riesce pel difetto dell'esecuzione e del¬