Full text : Lib. VII (7)

CAPO  III.
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fuoco  (1),  e  si  pongono  molti  lumi,  deono  essere -
  semplici,  affinchè  più  facilmente  si  possano  ripulire -
  :  ma  nelle  camere  d'  estate  e  nell'  essedre,
dove  non  v'  è  fumo,  nè  caligine  che  possa  nuocere, -
  devono  essere  sempre  scolpite:  perchè  il  lavoro -
  di  bianco  per  la  vanità  del  candore  (2)  piglia -
  il  fumo  non  solamente  dai  proprj,  ma  pur
dagli  esterni  edifizj.
25.  Terminate  le  cornici,  si  faccia  l'intonaco
greggio  nelle  pareti  ;  dopo  di  che,  mentre  quella
intonacatura  s'ascluga  (3),  si  segnino  le  direzioni
tagliate  del  Galiani,  perchè  si  fanno  anche  di  stucco,  e  lo
stucco  non  è  intaglio,  ma  ornato.
(1)  Si  riporta  questo  passo  da  chi  ritiene,  che  gli  antichi
avevano  cammini  nei  conclavi,  perchè  se  avessero  fatto  uso
semplicemente  di  vasi  pel  fuoco,  non  vi  sarebbe  stato  il  danno -
  del  fumo  per  le  cornici.  Cosi  lo  Stratico.  Invece  il  Filandro -
  dice,  che  si  può  da  questo  luogo  desumere  che  gli
antichi  non  avevano  nei  conclavi  quei  fori  o  gole,  per  cui
potesse  uscire  il  fumo,  dette  comunemente  cammini.  Noi  siamo -
  di  questo  parere,  e  riteniamo  che  quel  fuoco  che  ponevano -
  nei  conclavi  mandasse  fumo;  tanto  più  che  Vitruvio
aggiunge  al  fumo  del  fuoco  anche  quello  di  molti  lumi,  che
si  dovevano  accendere  in  quei  luoghi.
(2)  Nel  testo  si  legge  propter  superbiam  candoris.  La  traduzione -
  del  Galiani  per  la  delicatezza  del  colore  non  equivale -
  al  latino  ;  e  poi  il  bianco,  ossia  il  candido,  non  é  colore. -
  Noi  abbiamo  tradotto  vanità,  ch'  è  sinonimo  di  leggerezza. -

(3)  Il  Milizia  fra  le  regole  generali  da  lui  assegnate  per
qualunque  specie  d'  intonaco  stabilisce  anche  quella  che  non
devesi  sovrapporre  uno  strato  all'  altro,  se  prima  quello  che
deve  restâre  coperto  non  sia  interamente  asciutto.  Questa  regola -
  però  è  contraria  a  quella  di  Vitruvio  ed  al  buon  efletto. -
  Tanto  è  vero,  come  osserva  il  professore  Antolini,  che
anche  la  pratica  più  inveterata  insegna  di  bene  spruzzare  i
rinzaffi  prima  di  sovrapporvi  l'arricciato,  affinchè  fra  la  parte -
  sottoposta  e  la  sovrapposta  abbia  luogo  tutta  la  possibile
aderenza;  altrimenti  ogni  mano  d'intonaco  asciuttandosi  indi¬
            
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