CAPO 1I1.
39
mi di vinchi si formino matasse di giusta lunghezza -
e d'uniforme grossezza, in modo però ché
da un nodo all' altro non vi siano più di due
piedi di spazio : e queste matasse (come fu scritto -
di sopra si leghino con vinchi, e si trapassino -
çou coltelli di legno: le altre cose si facciano -
al modo che pur fu di sopra insegnato.
23. Fatta la disposizione e la tessitura delle
volte, si dia una mano di malta (1), indi una seconda -
mano di arenà, finalmente con una terza
mano di creta o di marmo si faccia la politura.
Polite che saranno le volte, a quelle si sottopongano -
le cornici, le quali dovranno esser fatte piu
gracili e sottili che sia possibile : perchè quando
son grandi si smuovono dal peso, e non possono
sostenersi. In queste poi non deve mescolarsi altettura, -
il quale raccoglieva i suoi precetti da Vitruvio e da
Palladio, distingue tre generi di canna, cioè la palustre, la
greça e la sativa o comune.
(1) Il testo trullissetur. Il Galiani traduce si rinzaffi¬Latini -
dicevano trullissare quando applicavano la prima parte -
dell' intonaco, ed è quello che noi diciamo rinzaffare, lo
che si fa con calce frammista a minutissime pietrucce, ovvero -
a mattoni infranti. Il secondo intonaco, che ora si chiama -
arricciato, viene da Vitruvio indicato con la voce arend
dirigere, e si fa di pura calce, fuorchè nei luoghi umidi, -
nei quali vi si frammischia mattone pesto, ed é un secondo -
rinzaffo. La terza parte poi, che sola in italiano dicesi -
propriamente intonaco o pulimento, in latino si esprimeya -
con le parole creta vel marmore polire, e vi si adoperava -
calce mescolata con arena più minuta, o con marmo
pesto, o con altra polvere minerale, o con gesso. La creta
qui nominata da Vitruvio è una specie di terra, di cui gli
antichi si servivano negl' intonachi unita alla calce. Ve n'ha
di questa specie nel territorio di Vicenza, per quanto osser¬