Volltext : Lib. VII (7)

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LIBRO  VII.
con  ispessi  ed  unanimi  colpi  s'  induri  in  modo,
che,  finito  di  battere,  non  resti  lo  strato  di  grossezza -
  minore  di  nove  once.  Al  di  sopra  si  stenda -
  il  nucleo  (1)  di  cotto  (2),  la  mistura  del  quale -
  abbia  tre  parti  di  esso  ed  una  di  calce,  talchè
il  pavimento  non  abbia  men  di  sei  dita  di  grossezza. -
  Sopra  il  nucleo  si  facciano  esattamente  i
pavimenti  (3)  a  squadra  e  a  livello  o  di  ritagli  o
di  tessere  (4).  E  quando  saranno  costrutti,  se  le
niera  di  dire  stanno  in  ciò  :  che  l'  opera  si  compia  con  l'  azione -
  simultanea  di  molti  uomini,  che  vadano  equabilmenté
consolidando  tutto  il  pavimento  per  mezzo  di  piccoli  mazzapicchi. -

(1)  Dicesi  anima;  ma  si  adopera  spesso  anche  in  italiano
la  voce  nucleo.
(2)  La  voce  latina  testa  nel  senso  più  lato  esprime  argilla -
  cotta;  e  cosi  intendesi  come  il  nucleo,  constando  di  tre
parti  di  argilla  cotta,  ed  una  di  calce,  potesse  avere  la  grossezza -
  di  tre  dita,  che  gli  attribuisce  Vitruvio  La  quale  grossezza, -
  aggiunta  a  quella  della  statuminazione  e  del  rudere.
ascende  a  diciotto  dita,  per  cui  si  vede  quanta  materia  era
implegata  dagli  antichi  nella  formazione  dei  loro  pavimenti,
(3)  1  pavimenti,  dice  il  Filandro  (la  qual  voce  ha  la  sua
etimologia  nel  verbo  latino  paviendo,  che  significa  battere
con  mazzeranghe,  onde  appunto  mazzeranga  in  latino  chiamavasi -
  paviculum),  da  prima  si  dipingevano,  e  poscia  si  costruirono -
  con  istrati  di  pietra,  come  ne  parlano  Varrone  e
Plinio.
(4)  La  voce  latina  sectilia  sembra  che  si  riferisca  ai  pavimenti -
  detti  mosaici,  come  osserva  il  Filandro;  e  l'  altra
tessera,  come  avverte  lo  Stratico,  significa  propriamente  un
cubo,  ma  poteva  benissimo  indicare  anche  le  superficie  quadrate, -
  perchè  tali  sono  appunto  le  facce  del  cubo.  E  da  ritenersi -
  poi  col  Newton,  che  Vitruvio  con  tessera  abbia  voluto -
  indicare  pietre  alquanto  grandi;  e  ciò  perché  prescrivendo, -
  che  queste  abbiano  tutte  angoli  eguali,  non  può  riferirsi -
  alle  pietre  minute,  di  cui  si  compongono  i  mosaici,
non  dovendosi  distinguere  la  figura  di  queste  quando  servono -
  a  formare  altre  figure;  e  che  quest'  attenzione  di  ben  unire -
  gli  angoli  delle  pietre  non  avesse  luogo  in  opere  di  que¬
            
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