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CAPO I.
Della maniera di fare la ruderazione.
13. Comincerò a parlare della ruderazione (1),
ch' è la prima di tutte le politure, affinchè con
molta diligenza ed accuratissimo provvedimento si
ottenga l' effetto della sodezza. Che se dovrà farsi -
la ruderazione a piepiano (2), cercato prima
se tutto il suolo sia solido, si spiani ben bene, e
sopra col primo strato distendasi il calcinaccio: se
tutto o in parte il luogo sia molle (3), con fistuche -
accuratissimamente si assodi 4
(1) Galiani traduce smalto, il Barbaro terrazzo. Noi vogliamo, -
come sempre, tenere in caso di dubbio la voce originale. -
Turnebo dice che questo passo viene dal Budeo spiégato -
cosi: „Ciò che dicesi con voce latina statuminatio, sem¬„ -
bra che si facesse con pietre e rottami del peso di una lib¬„bra -
e maneggiabili senza calce ed arena. Sopra di questa
„ poi si disponeva la cosi detta ruderatio, formata di calce,
„arena, rimasugli di fabbriche; ed in terzo luogo si stende¬„va -
il nucleo, ch' era di mattoni pesti") Il Filandro poi dice, -
che lo statumen di Vitruvio significa tutto ciò che si
sparge a sostegno, o meglio lo strato infimo dei pavimenti;
ed è perciò che non doveva farsi con sassi che avessero un
volume minore di quello che serva ad empire la mano.
(2) Voce comunissima, che quantunque non sia registrata -
ne' purgati dizionarj italiani, tuttavia è di classica invenzione, -
essendo il pretto volgarizzamento del plano pede latino -
adoperato da Vitruvio.
(3) Il latino congestitius, cioè di terra smossa, ed equivale -
a molle, tenero. Si potrebbe usare congestizio per la
stessa ragione che si usa congerie.
(4) Il Filandro dice, che qui s' intende doversi consolidar
il terreno çon palafitte, battute con apposite macchine. Ma