Volltext : Lib. VII (7)

PREFAZIONE
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moditâ  ed  uso  de'  sagrifizj  (1),  senza  colonne  esteriori, -
  E  questa  poi,  quando  Demetrio  Falereo -
  dominava  in  Atene,  fu  da  Filone,  che  piantò -
  le  colonne  nella  faccia  anteriore  del  tempio,
ridotta  in  prostilo:  sicchè  per  tal  modo  allargato
il  vestibolo,  aggiunse  uno  spazio  più  comodo  per
gl'  iniziati  ed  una  maggior  maestà  all'  insieme  dell'opera. -
  Finalmente  si  racconta  che  Cossuzio  intraprese -
  d'architettare  il  tempio  di  Giove  Olimpio -
  in  Atene  (2)  con  ampio  apparato  di  moduli,
e  di  corintie  simmetrie  e  proporzioni,  come  fu
detto  di  sopra:  del  quale  non  fu  ritrovato  alcun
sto  tempio,  tanto  celebre  pei  misteri  eleusini,  fu  determinata -
  dalla  Società  dei  Dilettanti  nella  forma  che  si  vede  nella
fig.  5.  Tav.  VII.  del  libro  VI.,  in  cui  A  rappresenta  la  cella, -
  che  Vitruvio  chiama  di  smisurata  grandezza,  divisa  in
cinque  parti  con  quattro  file  di  colonne  a  due  ordini,  a  senso -
  delle  parole  di  Plutarco  e  dietro  le  osservazioni  fatte  dalla -
  nominata  Società.  Dalla  disposizione  di  queste  colonne  si
desume  che  l'  ingresso  del  tempio  fosse  per  lo  innanzi  dal
lato  destro,  rivolgendosi  cosi  verso  i  Propilei,  che  non  erano
di  là  discosti;  e  che  questo  ingresso  venisse  cangiato  allorquando -
  Filone  vi  aggiunse  il  portico  esteriore.  Si  trovò  che
il  muro,  da  cui  veniva  chiusa  la  cella,  era  formato  a  riempitura -
  con  le  facce  di  pietre  regolari.  Il  portico  aggiunte  viene -
  segnato  B,  per  cui  il  tempio  divenne  del  genere  prostilo.
Intorno  al  tempio  si  scopri  un  altro  recinto  di  figura  irregolare; -
  a  questo  recinto  dava  accesso  un  vestibolo  situato
verso  i  Propilei  simili  a  quelli  che  stanno  sull'Acropoli  di
Atene,  e  presso  cui  era  il  tempio  di  Diana  Propilea,  del  quale -
  parlammo  nel  libro  III.  alla  pag.  16,  dandovi  la  pianta
ed  il  prospetto  con  le  Tav.  III.  e  IV.  del  libro  medesimo.
La  fronte  di  questo  tempio,  a  cui  Filone  aggiunse  il  portico,
risulta  di  un  numero  di  colonne  molto  maggiore  di  quello
che  si  vide  in  alcun  altro  tempio,  essendone  dodici,  quando
che  negli  altri  non  vi  si  contano  più  che  dieci.
(1)  Col  Pontedera,  ed  è  più  proprio  per  quel  che  segue.
(2)  Veggasi  il  lib.  III.  pag.  25  e  seguenti.
            
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