Volltext : Lib. VII (7)

PREFAZIONE
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il  saggio  apparato  di  quelle  invenzioni  fu  riguardato -
  quale  degna  abitazione  degli  Dei.  Prima  di
tutti  fu  architettato  da  Ctesifonte  di  Gnoso  e  da
suo  figlio  Metagene  il  tempio  di  Diana  in  Efeso -
  (1)  di  genere  jonico;  il  qual  tempio  fu  poi,
a  quel  che  si  dice,  terminato  da  Demetrio  famigliare -
  della  stessa  Diana,  e  da  Peonio  Efesio.  Indi -
  il  medesimo  Peonio  e  Dafni  Milesio  ne  edificarono -
  uno  ad  Apollo  in  Mileto  (2)  con  joniche -
  simmetrie.  Poscia  Ittino  fabbricò  secondo  il
genere  dorico  a  Cerere  Eleusina  ed  a  Proserpina -
  (3)  una  cella  di  smisurata  grandezza  per  co¬(1) -
  Veggasi  il  Lib.  III.  pag.  21.  e  seg.,  e  le  Tavole  XII.
e  XIII.,  nonchè  la  fig.  6.  Tav.  II.
(2)  Di  questo  celebre  tempio,  che  si  ergeva  presso  la  città -
  di  Mileto,  ed  era  consacrato  ad  Apollo  detto  Didimeó,  si
trovarono  alcuni  frammenti  per  cura  della  Società  der  Dilettanti, -
  come  riporta  il  Canina,  fino  dalla  loro  prima  spedizione, -
  fra  i  quali  si  contano  due  sole  colonne  in  piedi.  Questo
tempio,  annoverato  fra  i  quattro  principali  che  meritassero
fama  distinta,  fu  eretto  sulle  rovine  di  un  altro  molto  antico, -
  che  venne  distrutto  nella  invasione  persiana,  come  racconta -
  Erodoto.  Sembra,  dice  il  Canina  sulla  fede  di  Pausania, -
  che  non  fosse  mai  intieramente  ultimato,  ciò  che  si  accorda -
  coll'  aver  trovati  scanalati  soltanto  i  fusti  delle  colonne -
  esteriori,  essendo  questa  specie  di  ornamento  semplicemente -
  indicata  alle  due  estremità  di  quelle  che  si  trovarono
all'  interno.  La  sua  pianta  vedesi  nella  fig.  4.  Tav.  VII.  del
lib.  VI.  in  forma  di  diptero  decastilo,  come  fu  riconosciuto
dalla  medesima  Società.  Nello  spazio  compreso  fra  il  muro
della  cella  e  quello  del  pronao,  saranno  state  probabilmente
le  scale  che  salivano  sino  al  tetto.
(3)  Plutarco,  parlando  di  questo  tempio,  dice,  che  Corebo -
  cominciò  a  fabbricare  il  luogo  delle  iniziazioni  in  Eleusi,
e  che  vi  pose  le  colonne  sul  pavimento,  e  le  congiunse  cogli -
  epistilj;  dopo  la  morte  di  lui  Metagene  vi  soprappose  la
fascia  e  l'altro  ordine  di  colonne,  e  Senocle  Cartaginese  vi
formô  l'apertura  al  di  sopra  del  sacrario.  La  pianta  di  que¬
            
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