PREFAZIONE
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il saggio apparato di quelle invenzioni fu riguardato -
quale degna abitazione degli Dei. Prima di
tutti fu architettato da Ctesifonte di Gnoso e da
suo figlio Metagene il tempio di Diana in Efeso -
(1) di genere jonico; il qual tempio fu poi,
a quel che si dice, terminato da Demetrio famigliare -
della stessa Diana, e da Peonio Efesio. Indi -
il medesimo Peonio e Dafni Milesio ne edificarono -
uno ad Apollo in Mileto (2) con joniche -
simmetrie. Poscia Ittino fabbricò secondo il
genere dorico a Cerere Eleusina ed a Proserpina -
(3) una cella di smisurata grandezza per co¬(1) -
Veggasi il Lib. III. pag. 21. e seg., e le Tavole XII.
e XIII., nonchè la fig. 6. Tav. II.
(2) Di questo celebre tempio, che si ergeva presso la città -
di Mileto, ed era consacrato ad Apollo detto Didimeó, si
trovarono alcuni frammenti per cura della Società der Dilettanti, -
come riporta il Canina, fino dalla loro prima spedizione, -
fra i quali si contano due sole colonne in piedi. Questo
tempio, annoverato fra i quattro principali che meritassero
fama distinta, fu eretto sulle rovine di un altro molto antico, -
che venne distrutto nella invasione persiana, come racconta -
Erodoto. Sembra, dice il Canina sulla fede di Pausania, -
che non fosse mai intieramente ultimato, ciò che si accorda -
coll' aver trovati scanalati soltanto i fusti delle colonne -
esteriori, essendo questa specie di ornamento semplicemente -
indicata alle due estremità di quelle che si trovarono
all' interno. La sua pianta vedesi nella fig. 4. Tav. VII. del
lib. VI. in forma di diptero decastilo, come fu riconosciuto
dalla medesima Società. Nello spazio compreso fra il muro
della cella e quello del pronao, saranno state probabilmente
le scale che salivano sino al tetto.
(3) Plutarco, parlando di questo tempio, dice, che Corebo -
cominciò a fabbricare il luogo delle iniziazioni in Eleusi,
e che vi pose le colonne sul pavimento, e le congiunse cogli -
epistilj; dopo la morte di lui Metagene vi soprappose la
fascia e l'altro ordine di colonne, e Senocle Cartaginese vi
formô l'apertura al di sopra del sacrario. La pianta di que¬