PREFAZIONE
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dell' arsenale ch' era nel porto del Pireo: Ermogene -
(1) del tempio jonico pseudodiptero di Diana -
Magnesia, e del monoptero del padre Libero
in Teo (2 : Argelio delle simmetrie corintie, e
del Jonico d'Esculapio in Tralli, che dicesi anche -
di sua mano disegnato. Finalmente scrissero
del Mausoleo (3) Fiteo e Satiro (*), i quali eb¬„di -
mille navi". Arsenale che fu poi incendiato da Silla,
come si ha da Strabone nel lib. IX. E lo stesso Plutarco
nella vita di Silla dice, che quel Filone, il quale costrui agli
Ateniesi un arsenale, espose al popolo con somma facondia
il perchè dell' opera sua. Ne fanno parola altresi Cicerone
nel lib. I. dell' Oratore, Valerio Massimo nel lib. VIII. cap. 12,
Ausonio nell' idillo X. vers. 304. Questo Filone viene annoverato -
fra gli architetti più famigerati. Al dir di Giunio, vi
esiste tuttora un suo libro, nel quale tratta della costruzione -
delle torri, dei muri, ed altre opere di difesa, ed indi espone -
come si abbiano a difendere gli assediati, e come si
possano espugnare le rocche e le città.
Filone di Bizanzo poi scrisse intorno alle macchine, come -
accenna Vitruvio poco dopo.
(1) Questo fu nominato da Vitruvio nel lib. III. cap. 1.;
ed è quello che unitamente a Tarchesio ed à Piteo sostenne
non essere d' uopo che i tempj sacri si facessero d' ordine
dorico; come si ha dal nostro autore nel lib. IV. cap. 3. Egli
cercò di risparmiare spesa e fatica nelle opere architettoniche -
con inventare la forma da lui denominata pseudodittera,
della quale si parlò nel lib. III. al cap. 2.
(2) O, come scrive Tucidide, Tejo, città e porto della Jonia
sulla spiaggia litorale, posta fra Eritra al nord e Colofone
ad austro. Fu patria di Anacreonte e della poetessa Erinna,
la quale scrisse un elegante poema e varj epigrammi, per
cui si dice che avvicinavasi per eccellenza ad Omero. Eravi
anche un' isola chiamata Teo fra Eritra e Chio.
(3) Vitruvio parla di questo edifizio nel lib. Il. cap. 8.
Era il sepolcro più magnifico che si fosse giammai veduto,
per cui i Romani chiamarono mausolei tutti i sepolcri piu
illustri che s'innalzarono presso di loro. La perdita degli
scritti di Satiro e di Piteo, che ne furono gli architetti, é causa -
che non ci rimase un' idea precisa della sua forma. Certo -
che doyeva essere esempio della più stupenda magnificen¬