Full text: Lib. VII (7)

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GIUNTA IV. 
Della porpora degli antichi. 
La porpora: questo famoso colore, a cui Vitruvio die¬ 
de l'attributo di preziosissimo ed eccellentissimo, si smarri 
çon tante altre belle invenzioni fra i tempi caliginosi che in¬ 
volsero si lungamente le nazioni più civili della terra. Sog¬ 
gette alla fragilità ed alla corruzione le cose mobili, alle 
quali erano applicati i colori, e in conseguenza privato l'oc¬ 
chio dell' effetto derivato dall' azione che le colorite materie 
esercitavano sopra di esso, mancò alla mente il soggetto di 
confronto fra ciò che operato avea l'arte antica, e ciò che 
dietro deboli tracce operò la moderna; onde dovette rima¬ 
nere sospesa ed incerta nel suo giudizio. Ma se i drappi e 
le vesti, che ornavano i potenti ed i re, come i loro padro¬ 
ni, diventarono polvere, non è cosi degli oggetti solidi e sta¬ 
bili, a' quali furono applicati i colori: percio l'occhio che 
s'affisa a quelle meravigliose dipinte pareti, che resistettero 
al ferro, al fuoco ed al tempo, trova quanto basta per rap¬ 
presentare alla mente le opportune immagini di confronto e 
per far ad essa pronunziare la preminenza assoluta dei pri¬ 
mi inventori e maestri sopra i loro tardi imitatori e disce¬ 
poli (1) Se non che dopo tale incontrastabil giudizio anco¬ 
ra un dubbio insorse di nuova specie; ed è che fra tutti 
quei vaghissuni colori che allettano la nostra vista non sap¬ 
piamo ben bene determinare quale sia veracemente quello 
che gli antichi appellavan purpureo. Perchè la nozione co¬ 
mune che in noi si trasfuse di questo prezioso colore si e 
(1) Vedi la nostra Giunta III. al lib. VII. vitruviano.
	        
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