Metadata : Lib. VII (7)

GIUNTA  III.
134
remo  il  perchè  di-  questa  noncuranza  negli  artisti  moderni.
Al  che  sembra  risponderci  Eustachio  Zanotti,  ove  si  lagna
dei  pochi  esempj  che  ai  nostri  giorni  si  hanno  di  belle  opere -
  in  pittura.  Ecco  le  sue  parole:  „Non  pretendo  con  ció
„di  riprendere  i  moderni  pittori,  fra'  quali  molti  ne  abbia¬„mo, -
  che  sanno  ottimamente  tutto  ciò,  che  l'  arte  richiede;
„e  se  non  usano  quegli  artifici  e  quelle  diligenze,  che  con¬„verrebbono, -
  è  perchè  non  isperano  alcuna  ricompensa  pro¬„ -
  porzionata  alla  fatica,  e  dovendo  vivere  del  loro  guadagno,
„se  maggior  tempo  spendessero,  non  ne  ritrarrebbero  il  ne¬„cessario -
  sostentamento.  Pretendo  bensi  di  poter  dire  con
„verità,  che  pochi  sono  i  conoscitori,  e  giusti  estimatori  del¬„le -
  belle  arti,  perchè  volendo  alcuni  ornar  di  pitture  le  pro¬„ -
  prie  abitazioni,  cercano  quel  dipintore  ch’  è  più  pronto  ad
„  eseguire,  e  che  può  vendere  l’  opera  sua  a  minor  prezzo.
„Altri  poi  sôno,  che  sprezzano  affatto  le  pitture,  e  solo  si
„  compiacciono  di  vani  specchii,  e  di  frivoli  intagli  con  oro,
„il  quale,  piuttosto  che  servire  egli  stesso.  d'  ornamentô,  sa¬„rebbe -
  meglio  impiegato  a  ricompensare  chi  s'  affatica  in  o¬„pere -
  ch’  esigono  e  tempo  e  studio  e  sapere”.  E  vero  che
si  potrebbe  opporre  l'  eccellenza,  a  cui  giunsero  i  più  celebri -
  fra  i  nostri  italiani  a  fronte  delle  persecuzioni  e  delle
ingiustizie  che  furono  ai  medesimi  praticate  (1).  Ma  se  anche
quegli  uomini  venerandi  soffrivano  alcuni  sfregi  con  vedersi
talvolta  posposti  a  pittorelli  di  niuna  fama  e  di  niun  valore
per  opera  degl'  invidiosi  lor  confratelli,  o  di  ministri  superbi -
  ed  ignoranti  che  si  lasciavano  piegare  alla  voce  dell'  adulazione -
  o  dell'  interesse,  sappiamo  d'altronde  ch'  erano  riceroati -
  da  principi  potenti  e  generosi  che  altamente  sentivano -
  del  loro  valgre,  e  per  cui  non  può  supporsi  che  mal'  agiati -
  fossero,  e  mancanti  per  sino  di  ciò  che  si  rende  indispensabile -
  alla  vita,  come  pur  troppó  veggiamo  tutto  giorno
accadere  ai  primi  ingegni  del  secolo.  E  vero  che  l'  ingegno
(1)  Chi  volesse  conoscere  le  vicende  di  questo  genere,  cui  andarono
soggetti  i  più  celebri  pittori,  senza  ricorrere  alla  vita  di  ciascuno  le  troverà -
  indicate  in  quell'operetta  di  autore  anonimo  stampata  in  Firénze  nel
1770,  ed  intitolata:  Dialoghi  sopra  le  tre  arti  del  disegno  fra  Gio.
Pietro  Bellori  celebre  antiquario,  e  Carlo  Marata  pittore  nou  per
talento,  ma  per  fatica,  come  lo  chiama  il  Milizia.
            
Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer