Full text : Lib. VII (7)

PREFAZIONE
lizie  della  filologia,  istituivano  un'  egregia  libreria -
  in  Pergamo  a  pubblica  dilettazione  (1),  in  pari -
  tempo  Tolommeo  da  infinito  zelo  e  da  brama
un  libro  di  qualche  autore  antico,  cominciarono  a  scrivère
molti  libri  sotto  il  nome  di  quegli  autori  che  avevano  maggior -
  fama  di  antichità  e  di  celebrità.
Il  Lipsio,  citato  dallo  Stratico,  accusa  Vitruvio  di  errore,
parlando  di  Tolommeo  Filadelfo,  essendo  certo,  dic  egli,  che
la  biblioteca  Alessandrina  fu  raccolta  molto  prima  che  vi  regnassero -
  1  re  Attalici;  poichè  Attalo,  il  quale  fu  il  primo  che
padroneggiasse  in  Pergamo,  vissé  alcuni  anni  dopo  la  morte
di  Tolommeo.  Ma  il  fatto  sta,  come  osserva  lo  stesso  Stratico, -
  che  vi  fu  la  gara  fra  le  due  città  di  Pergamo  e  di  Alessandria -
  nel  raccogliere  libri,  e  che  Eumene  mal  sopportava
che  la  biblioteca  pergamense  si  arricchisse  a  segno  di  poter
superare  l'alessandrina.  Ora  dal  testo  vitruviano  si  conosce
l'emulazione  ch'era  insorta  fra  quelle  due  biblioteche,  e  perciò -
  non  si  può  accusare  d'errore  Vitruvio  nella  sua  narrazione. -

Plutarco  racconta,  che  la  biblioteca  di  Pergamo  contava
duecentomila  volumi,  e  quella  der  re  egizj  settecentomila.
Quest'  ultima  fu  incendiata  nella  prima  guerra  alessandrina,
al  dir  di  A.  Gellio,  cioè  nella  guerra  civile  di  Pompeo,  allorché -
  Cesare  dovette  guerreggiare  cogli  abitanti  della  stessa -
  città  d’Alessandria,  e  per  sua  salvezza  appiccare  il  fuoco -
  alle  navi,  il  quale  si  estese  fino  alla  biblioteca,  ch,era  situata -
  presso  gli  arsenali.  Secondo  Seneca  si  distrussero  allora -
  quattrocentomila  volumi;  per  lo  che  si  potrebbe  conchiudere -
  che  non  si  abbruciò  tutta  la  biblioteca.  Il  Vaillant,  citato -
  pure  dallo  Stratico,  nella  sua  Storia  dei  Re  Tolommei,
dice,  che  Filadelfo  aveva  trovato  molti  libri  a  Rodi,  e  che
ordinava  a  tutti  i  naviganti  che  approdavano  in  Egitto,  di
portargli  i  libri  che  possedevano;  egli  poi  aveva  la  cura  di
farli  trascrivere,  e  collocati  gli  originali  nella  sua  biblioteca,
rimetteva  le  copie  ai  primi  possessori.
1)  Il  Pontedera  ama  di  leggere  con  alcuni  codici  antichi
a  pubblica  utilitâ  ;  poichè,  dice,  servono  a  pubblico  diletto
le  pitture,  le  statue  ed  altre  simili  cose,  ma  1  libri  si  raccolgono -
  a  vantaggio  degli  uomini.  Noi  però  osserviamo  che  il
diletto  si  trova  anche  nei  libri  ;  oltre  di  che  la  voce  latina
delectationem  può  in  questo  luogo  prendersi  non  per  semplice -
  piacere,  ma  bensi  per  compiacenza  ed  anche  per  comodità. -

            
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