Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  III,
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chità,  come  le  pietre  persepolitane  ed  egiziane;  lo  si  conosceva -
  ed  adoperava  prima  del  diamante,  che  sembra  essere
stato  portato  in  Occidente  sotto  Tolommeo  Evergete  da  Eu
dossio  di  Cizico.
Vi  erano  poi,  oltre  a  questo,  diversi  altri  azzurri,  cioè;
il  ceruleo,  ch'  era  una  sabbia  tinta  col  succo  di  certe  erbe,
che  si  aveva  dall'  Egitto,  dalla  Scizia  e  da  Cipro,  e  poscia
anche  da  alcune  fabbriche  introdotte  in  Ispagna  ed  a  Pozzuoli -
  ;  il  suo  prezzo  era  di  sei  danari  alla  libbra;  l'  azzurro -
  vestorio,  ch'  era  la  parte  più  sottile  dell'  egiziano,  costava -
  quaranta  denari;  il  coelon  o  azzurro  celeste,  che  si  fabbricava -
  a  Pozzuoli;  il  lomentum  o  cenere  d'  azzurro,  il  cui
colore  era  un  turchino  chiarissimo,  e  si  pagava  dieci  danari; -
  il  lomentum  tritura,  ch'  era  la  parte  più  grossolana,  e
non  costava  che  cinque  assi;  l'  azzurro  indico,  che  veniva
dall'Indie  bello  e  preparato  per  otto  danari  alla  libbra  ;  l'armenio, -
  il  quale  era  un  color  metallico  come  la  crisocolla,  e
si  preparava  nello  stesso  modo,  era  di  un  color  azzurro  leg.
gero,  e  valeva  trenta  sesterzj  alla  libbra;  eravi  finalmente  il
falso  azzurro,  che  si  faceva  tingendo  la  terra  d'  Eretria  col
succo  di  viole  secche  bollite.
Erugo.  Verderame  è  il  nome  che  si  dà  in  commercio  ad
una  preparazione  di  ossido  di  rame  con  l'  acido  acetico,  la
quale  molto  si  adopera  nelle  arti,  e  particolarmente  nella
pittura  e  nella  tintura.  Il  processo  che  ora  si  usa  per  ottenerlo -
  è  consimile  a  quello  indicato  succintamente  da  Vitruvio. -
  Si  fanno  cioè  fermentare  i  racimoli  di  uva  con  la  vinaccia, -
  indi  si  alternano  a  strati  con  lamine  di  rame,  ove  si
lasciano  per  qualche  giorno;  indi  si  pongono  in  un  angolo
della  cantina,  e  vi  si  sparge  sopra  della  nuova  vinaccia;  allora -
  si  forma  il  verderame  che  sembra  gonfiarsi  alla  superficie -
  delle  lamine,  dalle  quali  lo  si  raschia,  e  lo  si  pone  in
sacchi  di  pelle,  nelle  quali  si  mette  in  commercio.  Altri  adoperano -
  l'  aceto  già  formato,  con  cui  aspergono  le  lamine  di
rame  (Chaptal  Chim.).
Dicesi  verderame  anche  quella  ruggine  verdastra  che  si
forma  accidentalmente  alla  superficie  dei  vasi  di  rame  esposti -
  all'  aria,  e  particolarmente  all'  umidità,  la  quale  frammischiandosi -
  talvolta  agli  alimenti  che  si  fanno  cuocere  in  quei
vasi  li  rende  veleni  potentissimi  e  mortali  ;  per  lo  che  in  al¬
            
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