GIUNTA III.
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particolarmente degl'intavolati ; esso serve a distendere i colori
nel medesimo tempo che facilita la disseccazione dell' olio¬Si -
frammischia talvolta al bianco di Spagna, col quale spesso -
viene falsificato. L' Austria, e più ancora l' Olanda ne facevano -
un gran commercio prima che se ne preparasse in
Francia, e specialmente a Clichy presso Parigi, da dove se
ne ottiene una qualità superiore alla più bella che si abbia
dall' Olanda, sopra la quale ha i seguenti vantaggi. I. Si macina -
più facilmente e più presto. 2. Si dissecca in minor tempo, -
ed aderisce maggiormente ai corpi cui viene applicata.
3. E sempre pura, non frammista a rame nè ad altre sostanze -
metalliche o .terrose. 4. E di una maggior candidezza,
e tale che si conserva anche disseccandosi. 5. Finalmente assorbe -
una maggior quantità d' olio, ed a peso eguale copre
una maggior superficie. I quali vantaggi riuniti la fecero riguardare -
siccome la cerussa più pura e più economica che
si abbia in commercio.
Alcuni mineralogi danno il nome di cerussa nativa al piombo -
bianco terroso. Presso gli antichi si contavano più qualità -
di cerussa, la nativa che veniva da Smirne, e che poscia
non era più in uso, l'artificiale che corrispondeva al bianco
di piombo, e la calcinata ch' era una sandaraca artiliciale.
Quella poi che veniva dall' Asia conosciuta sotto il nome di
cerussa porporata era la più stimata, e costava dieci danari
alla libbra.
Sandaraca. Questa sostanza minerale che Plinio,-Dioscoride -
ed altri antichi autori hanno descritta come usata in medicina, -
era, secondo l' opinione più comune, l' arsenico solforato, -
e particolarmente la varietà rossa. Il suo colore era
di fuoco; la si trovava nativa a Tapsos isola del mar rosso
nelle miniere d' oro e d' argento; la si contrafaceva con la
cerussa calcinata; mista a quantità eguali con la terra rubriça -
e sottoposta all' azione del fuoco produceva il sandice
ch' era un colore smontato, pesante e bruno. La sandaraca
naturale valeva cinque assi alla libbra.
Crisocolla. Questo è il nome che gli antichi naturalisti
davano al borace, ed anche al verde di montagna, il quale
non è che un carbonato di rame. Secondo Plinio (Libro
33. cap. 26.) sembra che si chiamassero crisocolla tutti i