Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  III.
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te  cristallizzato  ecc.  Si  vede  però  che  le  sostanze  indicate
con  questo  nome  dai  mineralogi  non  corrispondono  interamente -
  a  quelle  degli  antichi.  Anche  presso  di  questi  petò
ve  n'erano  di  più  qualità;  anzi  ne  vengono  annoverate  cinque, -
  cioè  la  gialla,  la  gialla  attica  che  costava  due  danari
alla  libbra,  la  marmorea  che  ne  costava  uno,  l'ocra  d'Acaja -
  o  terra  d'ombra  che  valeva  cinque  assi,  e  l'ocra  lucida
che  veniva  dalla  Gallia  per  tre  assi.  Si  veggano  le  seguenti
denominazioni  di  sile,  sinope,  rubrica.
Sile.  1  Latini  davano  questo  nome  all'  ocra  dei  Greci,  la
quale  era  una  sostanza  terrosa  di  color  giallo,  come  esprime
lo  stesso  nome.  Teofrasto  indica  due  specie  di  ocra,  una  gialla -
  e  l'  altra  rossa,  che  si  trovavano  in  Cappadocia,  nell'  isola -
  di  Cea,  ed  in  varj  altri  paesi.  L'ocra  di  Cea  era  rossa  e
la  migliore  di  tutte.  Eravi  altresi  l'ocra  di  Lenno,  e  quella
comunemente  chiamata  ocra  di  Sinope,  benché  si  trovasse
in  Cappadocia,  da  dove  veniva  trasportata  a  Sinope,  città
del  Ponto.  Un  Greco  chiamato  Cidia,  avendo  osservato  jn
una  casa  incendiata  che  l'ocra  gialla  era  divenuta  rossa  per
l'azione  del  fuoco,  ebbe  la  prima  idea  di  formar  l'ocra  rossa -
  con  l'ocra  gialla.  Teofrasto  riferisce  i  processi  impiegati
in  questa  operazione,  e  sono  i  medesimi  di  quelli  indicati  da
Plinio,  per  fare  la  rubrica  con  l'ocra.  Teofrasto  riferisce  altresi -
  che  si  faceva  di  terra  di  Sinope  con  l'  ocra.  Il  sile,  dice -
  Plinio,  era  un  fango  od  una  belletta  che  si  trovava  nelle  minière -
  d'oro  o  d'  argento,  e  ve  n  erano  di  più  specie:  quello -
  d'  Atene  era  il  migliore;  il  marmorino  occupava  il  secondo -
  posto,  e  gli  susseguitava  quello  dell'  isola  di  Sciro;  quello -
  dell'Acaja  serviva  ai  pittori  per  ombreggiare;  e  quello
della  Gallia,  detto  sil  lucidum,  simile  al  precedente,  ma  di
un  colore  meno  pregiato,  serviva  per  lumeggiare  i  quadri.
Col  sile  marmorino  si  dipingevano  soltanto  le  trabeazioni,
gli  abachi,  e  la  parte  superiore  dei  capitelli,  il  quale  era  a
cio  molto  proprio,  perchè  tenendo  della  natura  del  marnio
resisteva  all'  azione  della  calce.  Se  ne  trovava  anche  sulle
montagne  dei  contorni  di  Roma,  ma  questo  si  faceva  sottostare -
  alla  calcinazione,  e  lo  si  estingueva  nell'  aceto  prima  di  venderlo; -
  veniva  detto  sil  pressum,  e  si  conosceva  facilmente
ch  era  alterato.  Polignoto  e  Micone  surono  i  primi  che  ado¬VITRUVIO, -
  Lib.  VII.
            
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