Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  111.
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l'  opera  che  commentiamo,  e  se  non  totalmente,  per  la  maggior -
  parte  anche  all'  arte  che  professiamo;  quindi  ci  limiteremo -
  ad  esporre  quanto  i  naturalisti  moderni  poterono  determinare -
  nel  confronto  fra  le  sostanze  coloranti  degli  antichi, -
  e  quelle  che  sono  conosciute  ai  nostri  giorni;  e  poscia
esamineremo  alcune  idee  sulla  pittura  siccome  ornato  architettonico. -

Sostanze  coloranti  indicate  particolarmente
da  Vitruvio  e  da  Plinio.
Distinguevansi  i  colori  in  due  classi,  ed  erano  i  floridi  o
risplendenti,  e  gli  austeri  o  meno  brillanti.  I  primi  erano
altresi  di  un  prezzo  esorbitante,  a  segno  che  i  pittori  non  si
assumevano  mai  nei  loro  contratti  di  somministrarli  a  proprie -
  spese,  ed  invece  erano  provveduti  dai  padroni,  cui  dovevano -
  servire  le  opere.  Da  questi  però  si  dovrebbe  eccettuare -
  la  crisocolla,  la  quale,  benchè  fosse  un  colore  slorido,
pure  si  aveva  in  Roma  stessa  a  modicissimo  prezzo.  Ciascuna -
  di  queste  classi  poi  si  divideva  in  due  generi,  l'  uno  abbracciava -
  i  colori  naturali,  e  l'altro  gli  artifiziali;  indi  ciascun -
  genere  comprendeva  le  varie  specie,  ch'  erano  le  sostanze -
  coloranti,  delle  quali  poi  si  contavano  molte  varietà
e  molte  gradazioni,  nonchè  molte  qualità  determinate  dai
paesi  d'  onde  si  ritraevano.  Eccone  le  denominazioni  e  le
proprietà  principali.
Ocra.  Si  chiamarono  cosi  gli  ossidi  metallici,  e  particolarmente -
  diverse  varietà  di  ferro  idrato-terroso  (ocre  marziali) -
  e  di  ferro  oligisto  rosso  terroso  (amatita  rossa).  Però
si  deve  osservare  che  presso  gli  Alemanni  questo  nome,  che
si  traduce  per  ocher,  ocker  ovvero  okker  indica  generalmente
qualunque  sostanza  metallica  di  aspetto  terroso.  Linneo,  de  Born,
Cronstedt,  Wallerius  non  hanno  sempre  badato  a  questa  definizione, -
  e  collocarono  fra  i  minerali  da  loro  chiamati  ocra
anche  la  malachite,  l'antimonio  solforato  capillare,  il  cobalto -
  arseniato  cristallizzato,  il  rame  carbonato  azzurro  finamen¬Rarmonia -
  dei  colori  e  per  le  pressochè  infinite  variazioni  di  un  colore
medesimo  che  gli  si  rendono  necessarie.
            
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