Volltext : Lib. VII (7)

PREFAZIONE
dal  lasciar  passare  il  tempo  sotto  invidioso  silenzio, -
  ebbero  cura  di  trasmettere  alla  memoria  coi
propri  scritti  1  sensi  di  tutti  i  generi  delle  cose.
Che  se  cosi  non  avessero  fatto,  or  non  potremmo
sapere  1  casi  in  Troja  (1)  avvenuti,  nè  quel  che
(1)  Osserva  il  Galiani,  che  Vitruvio  nomina  qui  le  imprese -
  di  Troja  prima  degli  scritti  dei  filosofi,  perchè  dagli  antichi -
  non  erano  quelle  ritenute  siccome  fatti  storici,  ma  bensi -
  siccome  fondamenti  della  loro  religione.  Laonde  Omero
non  ebbe  fama  solo  di  espositore  e  di  poeta,  ma  benanche
di  sacro  scrittore.  La  qual  osservazione,  dice  lo  Stratico,  giova -
  a  far  conoscere  tanto  la  ragione,  per  cui  Vitruvio  prima
delle  istituzioni  della  filosofia  naturale  e  morale  e  delle  storie -
  di  Creso,  di  Alessandro  e  di  Dario  abbia  fatta  menzione
dei  fatti  trojani  come  di  monumenti  i  più  degni  ed  i  piu
ammirandi;  quanto  il  perchè  sia  stato  agito  con  tanta  severità -
  contro  Zoilo,  siccome  narrasi  in  seguito,  il  quale  fu  tanto -
  ardito  di  lacerare  la  fama  di  quei  libri.  Non  avendo  perô -
  Vitruvio  indicato  in  alcuna  guisa,  ch  egli  considerava  Omero, -
  siccome  gli  Ebrei  ed  i  Cristiani  considerano  Mosé,  ci
sembra  poco  naturale  la  interpretazione  del  Galiani.  Noi  diremmo -
  piuttosto  che  il  nostro  autore  serbô  un  ordine  cronologico. -

Ma  il  senso  più  esatto  di  questo  inciso  si  è:  che  senza
commentari  degli  antenati  non  sarebbero  pervenute  ai  posteri -
  le  notizie  istoriche.  E  riteniamo  che  qui  si  distinguano
le  cognizioni  umane  in  quattro  classi,  ma  non  in  quelle  dallo -
  stesso  Stratico  denominate  storia  della  religione  e  suol
fondamenti,  scienza  fisica,  filosofia  pratica  o  morale,  ed  istoria -
  civile.  Invece,  a  nostro  modo  di  vedere,  sono:  Storia,
Fisica,  Etiça  e  Politica.  Non  c'  è  dubbio  sulla  seconda  e  sulla -
  terza  di  queste  classi.  Che  la  prima  poi  indichi  la  storia
nel  suo  più  ampio  significato,  lo  provano  le  parole  vitruviane -
  non  potremmo  sapere  i  casi  in  Troja  avvenuti,  le  quali
non  danno  alcuna  idea  di  religione,  ma  unicamente  di  fatti
successi.  Nominò  poi  i  fatti  di  Troja,  e  non  altri,  perché,  scrivendo -
  questa  prefazione  con  istile  oratorio  e  servendosi  perciò  del
particolare  invece  del  generale,  erano  quegli  i  più  clamorosi,
di  cui  abbia  conservato  memoria  la  storia  antica.  La  quarta
classe  poi  dev'  essere  la  Politica,  prima  perchè  parla  di  re,
non  di  popoli,  e  la  Storia  civile  prende  per  soggetto  questi,
e  non  quelli;  poscia  perchè  Vitruvio  non  dice  soltanto  che
sarebbero  state  ignote  le  azioni  di  quei  re,  ma  ben  anche  il
            
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