Full text : Lib. VII (7)

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GIUNTA  II.
co  nei  fianchi,  è  a  trentasette  gradi,  contando  dal  verticé,  ove -
  può  essere  due  terzi  di  quella  alla  chiave;  e  che  alla  distanza -
  di  cinquantatrè  gradi  la  grossezza  può  crescere  indefinitivamente. -

Fra  le  resistenze  allo  scioglimento  delle  volte  e  degli  archi, -
  fortissima  è  la  tenacità  del  cemento,  la  quale  riunisce  i
cunei  in  modo  da  formarne  un  sol  tutto;  talchè  se  questa
resistenza  fosse  invincibile,  non  farebbe  d'  uopo  calcolare  altro -
  che  la  fermezza  dei  piedritti  atta  a  sostenere  il  peso  di
tutta  la  volta  come  se  risultasse  da  un  sol  masso.  Ma  se  non
può  considerarsi  come  insuperabile,  produce  però  un  effetto
singolare,  ed  è,  che  se  l'arco  si  spezza,  non  si  discioglieranno -
  tutti  i  cunei  che  lo  compongono,  come  avverrebbe  se
questi  fossero  semplicementre  fra  loro  appoggiati,  ma  la  rottura -
  avverrà  nelle  sezioni  più  deboli,  dividendosi  l'  arco  in
più  pezzi.  Ed  allora  cambiano  di  nuovo  le  condizioni  di  equilibrio -
  ;  e  sott'  altro  aspetto  si  esamina  la  fermezza  dell'  arco.
e  la  forza  dei  piedritti  che  lo  sostengono;  cioè  si  considera
la  maniera,  nella  quale  l'  arco  può  fendersi,  paragonando  le
forze  che  tendono  ad  imprimere  la  mossa  con  quelle  che  vi
contrastano,
Tulti  quelli  che  trattarono  di  questa  materia  ritennero  col
de  la  Hire,  che  un  arco  collegato  con  cemento  potesse  fen
dersi  in  due  punti  ai  reni,  cioè  tra  la  chiave  e  le  imposte,
e  percio  considerarono  l'  arco  siccome  formato  di  tre  cunei,
clascuno  di  un  sol  pezzo,  uniti  nelle  situazioni,  ove  potrebbe
fendersi,  e  su  questa  ipotesi  fondarono  il  loro  calcolo  per
déterminare  la  grossezza  da  darsi  ai  piedritti,  perché  reggano
alla  spinta  delle  volte.  Coulomb  fu  il  primo,  come  osserva  il
professore  Venturoli,  che  movesse  sospetto  non  essere  bastante -
  la  regola  del  de  la  Hire,  ma  che  la  volta  potesse  invece -
  rompersi  in  quattro  pezzi  invece  che  in  tre,  cioé  alla
chiave  ed  ai  due  reni;  dietro  a  che  Mascheroni  stabili  le
condizioni  di  equilibrio  (1).  Dalle  quali,  conosciuta  l'  azione
BR
(1)  Le  equazioni  del  Mascheroui  sono:  f.  O  =  G
AI
CK
BR  AM
G
in  cui  f  rappresenta  il  coefficiente  d'at¬BM -

(CK  BM
trito,  O  il  peso  del  solido  AB  (fg.  7.  Tav.  II.)  raccolto  nel  centre
            
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