Volltext : Lib. VII (7)

GIUNTA  11.
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mente  caricati,  dicesi  omogenea,  e  viene  determinata  dall'  equazione -
  sdy  =  Adx,  dove  s  è  la  lunghezza  dell'arco,  il  quale -
  è  in  tal  caso  proporzionale  al  peso,  ed  A  è  la  tensione
orizzontale  divisa  pel  rapporto  fra  il  peso  medesimo  e  la  lunghezza -
  dell'  arco  (1).  Questa  curva  si  può  descrivere  per
punti  mediante  l'equazione  finita  tra  le  coordinate,  quando
si  conosca  la  positura  degli  estremi  della  curva  e  la  sua  lunghezza; -
  ovvero  meccanicamente  segnando  l'andamento  di  una -
  catena  uniforme  attaccata  a  due  punti  fissi.  Che  se  la
saetta  della  curva  sarà  molto  piccola,  non  differisce  molto  dalla -
  cicloide,  o  dalla  parabola,  siccome  avverti  Galilei,
Nello  stesso  modo  considerando  la  superficie  di  una  cupola -
  siccome  risultante  da  faccette  tutte  egualmente  pesanfi -
  od  egualmente  caricate,  l'  equazione  d'  equilibrio  sarà
dyJydp-  Adx,  ove  essendo  p  il  peso  di  un  arco,  ydp  rappresenta -
  il  peso  di  una  zona  elementare;  e  se  la  cupola  é
omogenea,  essendo  allora  il  dp  proporzionale  al  ds,  l'  equazione -
  sarà  dyJydsAdx,  che  integrata  (2)  somministra  il
modo  di  descrivere  per  punti  la  curva  che  dà  la  superficie
della  cupola  omogenea  equilibrata,  la  quale  può  anche  non
essère  tutta  chiusa  all'  intorno  colle  sue  zone  intere  rientranti -
  in  sé  stesse,  ma  un'  unghia  sola  isolata  ed  appoggiata  colla -
  cima  contro  l'  unghia  opposta  dovrà  reggersi  in  equilibrio.
Che  se  poi  la  cupola  sia  tutta  chiusa,  non  è  sola  la  curva
della  premessa  equazione  che  la  rende  equilibrata,  ma  qualunque -
  altra  curva  che  avente  lo  stesso  vertice  si  allarga
maggiormente  verso  l'  asse,  e  presenta  perciò  all'  asse  medesimo -
  in  tutta  la  sua  estensione  una  minore  concavità,  lo  che
viene  indicato  analiticamente  dal  rapport.
da
Jydp
(1)  L'equazione  sdy  =  Adx  s'  integra  facilmente,  sapendosi  che
ds  -  dr2dy  2),  per  cui  si  ottiene  l'  equazione  finita  fra  le  due
A+V2Axa2
coordinate,  espressa  per  y  A  log.
(2)  Bouguer  ne  fece  l'  integrazione  per  serie,  ed  ottenne
y3
+  ecc.,
23A2  4.  6  743  3  4.  6.  8.  10.  11  A
ove  la  costante  A  sarà  determinata  quando  sia  data  l'  ordinata  corrispondente -
  ad  un  valore  particolare  dell'  ascissa¬
            
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