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GIUNTA II.
Degli archi e delle volte.
Benchè gli antichi abbiano costruito archi e volte d'ogni
maniera, e benchè i moderni, e specialmente gl' Italiani, in
questa parte importantissima dell' architettura statica non sieno -
loro inferiori, tuttavia fino agli ultimi secoli non vi fu
chi ne trattasse di proposito; poichè soltanto verso il decimosettimo -
cominciarono i Francesi ad applicarvisi con qualche -
profitto, e Deran, Dechalles, Blondel, de la Rue, de la
Hire furono i primi che prescrivessero alcune regole teoriche -
dedotte da principj geometrici; teoria che fu poscia ampliata, -
e con maggiore nitidezza spiegata da Couplet, Belidor, -
Bossut, Bouguer e Coulomb; ai quali tenne dietro anche -
qualche illustre italiano, fra cui il Lamberti colla sua
Voltimetria, Lorenzo Mascheroni colle sue Nuove ricerche
sull' equilibrio delle volte, e Leonardo Salimbeni.
Ma, siccome avviene di tutte quelle umane cognizioni,
nelle quali la parte speculativa è affatto disgiunta dalla pratica, -
si ebbero molte belle teorie sulle volte, non però ancora
un trattato completo, che indicasse all' artefice la via plù
piana e più sicura per combinare in questa, come in ogni
altra specie di costruzioni, la stabilità, l'eleganza e la economia -
(1).
(1) L'opera intitolata: Istruzioni di Architettura statica ed idraulica -
di Nicola Cavalieri San-Bertolo, benchè pubblicata in Bologna
fin dall' anno 1827, non si potè da noi possedere a fronte di replicate
ricerche,'e solo ne vedemmo l'indice nel fascicolo primo della seconda
edizione, che ora si sta eseguendo coi tipi dei Fratelli Negretti in Mantova. -
In quest' indice leggemmo, che nel capo 8. del libro 1II. viene
questa materia diffusamente trattata tanto teoricamente che praticamente.
Dalla celebrità che quest' opera si è già acquistata, e da quella parte che