GIUNTA i.
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formato, che muovendosi lungo la sala, si ripiega e si stende -
in modo da presentarti sempre il cerchio medesimo.
Noi riteniamo pertanto che la persetta imitazione sia da
preferirsi alla meno perfetta, e che perciò le regole di prospettiva -
debbano essere seguite il più esattamente che sia
possibile.
Non pretendiamo però di ridurre cosi la imitazione alla
servilità; anzi sosteniamo coi migliori maestri che la natura
si debba imitare, non già copiare; ed in questa distinzione
troviamo nuovo argomento a sostegno di quanto finora dicemmo. -
Diffatti si osserva che in alcune cose la natura è
sempre superiore all' arte, come sarebbe nei lumi e nei colori; -
ed in altre l'arte supera la natura, specialmente nella
bellezza; quindi vi saranno sempre questi punti di confronto -
che faranno palese la imitazione. Un solo individuo non
riunisce mai naturalmente tutte quelle forme e quelle proporzioni -
che possono renderlo perfetto in tutte le sue parti;
ma l'arte raccogliendo quanto trova sparso nei diversi individui -
compone un tutto fornito d' ogni qualità che giudica
necessaria alla formazione di quel bello, il cui tipo sta nella
mente umana, e che perciò chiamasi ideale. Non si diça adunque -
che l'esatta imitazione non produce piacere, perché
presentando gli oggetti quali sono in natura, questi riescono
indifferenti. Chi non sapesse, diremo col Milizia, che imitare
la natura meramente com' è, sarebbe un abile artigiano, ma
non, un artista. L'artista è un osservatore, ed un ragionator -
sulle opere della natura, per riunirne insieme il più
bello, che diletti la vista, vada al cuore, e alimenti l'intelletto. -
E per ottener tutto questo, le parti che raccoglie devono -
sempre essere possibilmente quali le offre la natura.
benché disperse. Cosi l'osservatore vedendo la natura restera -
sorpreso, contemplandone la perfezione ammirerà l'arte,