Volltext : Lib. VI (6)

GIUNTA  1.
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né  diffatti  la  cosa  può  esser  più  manifesta:  e  non  solo  il  tablino -
  dovea  esser  nell'  atrio,  ma  per  la  stessa  ragione  anche
le  ale;  e  le  une  cose  e  le  altre  debbonsi  intendere  cosi  incorporate -
  fra  loro,  che  la  proporzione  delle  une  dovesse  far
decidere  della  proporzione  delle  altre.  Questo  è  il  punto
che  principalmente  si  deve  meditare  per  ottenere  le  desiderate -
  scoperte.
Vitruvio  parlava  di  queste  ale  e  di  questi  tablini,  come
di  cose  a  tutti  note,  per  cui  bastava  solo  accennarle;  ma  dopo -
  diciotto  secoli  questa  cognizione  s'  è  smarrita,  e  per  riaverla -
  fa  d'  uopo  che  non  ci  stanchiamo  di  considerar  diligentemente -
  ogni  più  minima  parte  del  suo  discorso,  e  di  scoprire -
  colla  massima  diligenza  le  origini  di  quelle  cose,  che
pel  lungo  tempo  si  sono  occultate.  A  poter  meglio  intendere, -
  come  le  proporzioni  d'  alcuni  luoghi  fra  loro  distinti,  e
non  di  meno  fra  loro  incorporati,  debbano  dipendere  le  une
dalle  altre,  si  cerchi  se  tra  le  maniere  diverse  delle  nostre
fabbriche,  siavene  alcuna,  nella  quale  si  vegga  accadere  questo -
  medesimo  effetto.  Scelgasi  fra  gli  altri  l'  esempio  d'  una
chiesa  a  croce  italiana  o  greca,  nella  quale,  come  ognun  sa,
le  navi  laterali,  quella  di  mezzo,  le  cappelle  e  le  braccia  traversali -
  sono  parti  fra  loro  distinte,  e  non  di  meno  formanti
un  sol  tutto:  e  suppongasi  di  far  la  descrizione  di  alcuna  di
queste  chiese  senza  il  soccorso  di  figure.  Or  la  prima  cosa
che  si  dovrà  fare  ella  è,  a  buon  conto,  di  determinare  lo
spazio  che  da  tutta  la  fabbrica  in  generale  dev'  essere  occupato, -
  e  dire,  che  si  prenda  un  rettangolo  che  sia  di  lunghezza -
  due  o  tre  volte  la  sua  larghezza,  oppure  una  superficie
quadrata,  o  come  in  fine  domandasse  la  pianta  che  si  volesse -
  descrivere.  In  secondo  luogo,  che  la  larghezza  di  questo
quadrato  o  quadrilungo  si  divida  in  tante  parti,  e  di  queste
darne  tante  alla  nave  maggiore,  tante  altre  al  pilastro,  alla
nave  laterale,  ed  allo  sfondo  delle  cappelle.  Finalmente  si
dirà  che  le  due  braccia  laterali  con  una  data  misura  vanno
a  formare  la  crociera  di  questa  chiesa;  e  si  farà  osservare
che  nè  l'una  parte,  nè  l'  altra  può  diminuire  od  accrescere,
perchè  alterandone  una  sola,  si  va  ad  alterare  tutte  le  altre,
essendo  fra  loro  cosi  connesse,  che  sebben  distinté,  formano
però  un  sol  corpo.
            
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