Volltext : Lib. VI (6)

GIUNTA  I.
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una  sala  colle  forme  e  colle  proporzioni  usate  dagli  Egizi
Ora  differendo  il  secondo  cavedio  dal  primo  nell'  aver  tutto
il  coperto  appoggiato  in  giro  sopra  colonne,  basterà,  per  intenderlo, -
  la  Tav.  II.  ove  in  A  si  vede  lo  spaccato  del  primo
coperto.
Del  tetrastilo  Vitruvio  parla  cosi:  „Tetrastyla  sunt,  quae
„subjectis  sub  trabibus  angularibus  columnis  et  utilitatem
„trabibus  et  firmitatem  praestant,  quod  neque  ipsae  magnum
„impetum  coguntur  habere,  neque  ab  interpensivis  oneran¬„tur”; -
  che  significa:  „I  tetrastili  sono  quelli,  che  con  le
„colonne  angolari  sottoposte  ai  travi,  prestano  a  questi  aju¬„to -
  e  fermezza,  perchè  nè  per  sè  stessi  sono  costretti  a  far
„grande  sforzo,  nè  sono  caricati  dai  trapendenti".  Anche  in
questo  terzo  cavedio  la  maniera  di  copertura  è  la  stessa  che
negli  altri  due;  vale  a  dire,  le  pioggie  vanno  tutte  a  confluire -
  nelle  quattro  colliquiae,  o  canali  posti  sulle  travi  angolari. -
  Diffatti  si  osservi  di  nuovo  la  Tav.  I.  fig.  2.,  e  si  rifletta -
  che  volendo  eseguire  un  tal  coperto  in  luogo  molto  ampio, -
  conviene  riparare  al  pericolo  che  le  travi  angolari  s'incurvino, -
  od  anche  si  spezzino  sotto  un  peso  eccedente;  e  ciò
si  fa  appunto  sostenendole  col  mezzo  di  quattro  colonne,  come -
  si  vede  nella  pianta  della  Tav.  III.  Le  quali  colonne  non
solo  sorreggono  il  peso  delle  travi  angolari,  ma  ben  anche
quello  delle  traversali  segnate  nel  compluvio,  o  conversa
ABCD,  e  che  sono  le  interpensive  nominate  da  Vitruvio,
delle  quali  alcune  appoggiando  sulla  colonna  medesima  o  sul
muricciuolo  erettovi  sopra,  ed  altre  in  gran  parte  sulle  travi -
  EF,  EG,  vengono  a  sollevare  quasi  interamente  del  loro
peso  la  trave  angolare.  E  se  taluno  opponesse  che  nel  cavedio -
  degli  edifizj  antichi  scoprendosi  una  parte  del  pavimento -
  sprofondato,  si  deve  ritenere  che  là  fosse  l'  impluvio  ;  si
risponderà  non  essere  quello  l'  impluvio,  ma  bensi  una  cavità -
  che  serviva  alle  libazioni,  ai  sagrifici  giornalieri,  ed  alla
collocazione  di  un'  ara,  giacchè  si  ha  da  Eugrafio,  che  tutti -
  i  Romani  solevano  sagrificare  quotidianamente  nel  loro  atrio -
  o  vestibolo,  e  che  perciò  in  questo  si  collocava  un'  ara.
Si  osservi  inoltre  che  quei  pozzetti  scoperti  nelle  fabbriche
antiche  non  sempre  sono  nel  mezzo  della  stanza  come  dovrebbero -
  essere  per  servire  d'  impluvj,  e  solo  costantemente
            
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