Full text : Lib. VI (6)

GIUNTA  1.
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te  a  raccogliersi  nelle  colliquiae,  ovvero  nei  concavi  delle  tegole -
  che  vanno  poste  sopra  le  quattro  travi  angolari  AE.  BE.
CE.  DE;  le  quali  colliquiae,  o  canali  partonsi  appunto,  come -
  dice  Vitruvio,  dagli  angoli  delle  pareti,  e  vanno  agli  angoli -
  dei  tigni,  o  siano  travi  orizzontali  dei  colmi  che  s'  incrociano -
  nel  punto  E.  Ma  dov'  è,  si  dirà,  che  lo  scolo  degli
stillicidj  vada  nel  compluvio?  Rispondesi,  che  le  parole  in
medium  compluvium  devono  spiegarsi  non  il  compluvio  ch'  è
in  mezzo,  ma  bensi  nel  mezzo  del  compluvio  ;  e  la  parte  segnata -
  EFCG  è  appunto  diventata  un  compluvio,  ossia  una
forma  di  coperto,  che  sul  veneto  chiamasi  conversa,  nella
quale  le  acque  vanno  tutte  a  raccogliersi  lungo  la  linea  EC.
Che  se  Vitruvio  disse  compluvio  in  luogo  di  compluoj,  i  quali -
  vengono  ad  essere  quattro,  non  è  da  farsene  maggior  caso, -
  di  quello  che  se  ne  faccia  ove  intendendo  parlare  di  molte -
  colonne,  dice  colonna,  poichè  in  architettura,  quando  le
cose  sono  eguali  si  adopera  indifferentemente  il  singolare  ed
il  plurale  (1).  Gl'  interpensivi  si  vedranno  nel  tetrastilo,  e  ancora -
  più  avanti  si  spiegherà  perchè  sembri  essere  qui  dal
nostro  autore  considerata  siccome  una  medesima  cosa  atrio  e
cavedio.
Venendo  ora  al  cavedio  corintio,  Vitruvio  dice:  „  in  co¬„rinthiis -
  iisdem  rationibus  trabes  et  compluvia  collocantur;
„sed  a  parietibus  trabes  recedentes  in  circuitione  circa  co¬„lumnas -
  componuntur";  cioè:  „nei  corintj  si  collocano  allo
„stesso  modo  i  travi  e  i  compluvj;  ma  recedendo  i  travi
„dalle  pareti  vanno  a  poggiare  sulle  colonne  all'  intorno  ".
Si  osservi  primamente  che  il  nome  di  questa  seconda  maniera -
  di  cavedio  non  significa  che  vi  si  dovessero  usar  soltanto
colonne  d'  ordine  corintio,  ma  bensi  che  la  pianta  e  la  forma -
  della  sala  dovessero  accomodarsi  al  costume  dei  Corinti: -
  nella  stessa  guisa,  che  insegnandoci  in  altro  luogo  la  maniera -
  delle  sale  egiziane,  non  intendeva  già  di  dire,  che  vi
si  ponessero  colonne  di  maniera  egiziana,  ma  che  si  facesse
(1)  A  ciò  Vitruvio  ripara  nel  paragrafo  susseguente,  dove  dice
che  nei  corintii  si  collocano  i  compluvii  allo  stesso  modo  che  nei  toscani; -
  dunque  questi  compluvii  erano  più  che  uno;  e  ciò  maggiormente  ci
conferma  nella  opinione  del  Riva.
            
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