Volltext : Lib. VI (6)

GIUNTA  1.
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tamenti  di  sopra;  ed  ecco  che  in  questo  cortile,  ossia  in  questa -
  cavità  nel  mezzo  di  tutta  la  fabbrica  entra  la  luce,  e  colla -
  luce  la  pioggia,  che  dal  cadervi  entro,  si  può  considerare
come  l'impluvio.  E  siccome  oltre  alla  pioggia,  che  può  cadere -
  nell'apertura  di  questo  cortile,  vi  si  aggiungeva  il  concorso -
  delle  pioggie  provenienti  dai  coperti  degli  appartamenti -
  circostanti,  veniva  detto  compluvio.  Che  se  il  coperto  della -
  sala  si  rialzasse,  e  si  sollevasse  eziandio  al  di  sopra  degli
altri  coperti,  l'  impluvio  e  il  compluvio  sarebbero  tolti;  ed
il  coperto  si  potrebbe  anche  fare  a  volta,  per  cui  gli  si  converrebbe -
  il  nome  di  testudinato.
Da  questa  esposizione  del  passo  di  Varrone,  pare  che  sia
provato  abbastanza,  che  le  sue  parole  non  mettono  nella -
  necessità  di  far  cadere  le  pioggie  nel  mezzo  del  cavedio,
il  quale  in  tal  caso  sarebbe  un  cortile  contro  i  fatti  storici,
che  non  lasciano  conciliare  l'idea  di  cortile  cogli  usi,  ai  quali -
  dovea  servire  questo  luogo  principale  delle  antiche  abitazioni. -
  Sotto  altro  aspetto  adunque  che  di  cortili  si  devóno
intendere  i  cavedj  e  gli  atrj  da  Vitruvio  descritti;  e  per  ciò
fare,  giacchè  questo  celebre  architetto  ci  avverte  che  dettando -
  i  suoi  preçetti  userà  quella  chiarezza  e  precisione  di  vocaboli -
  che  non  fu  usata  prima  di  lui,  si  dovrà  valersi  soltanto -
  dei  suoi  scritti,  risultando  certamente  più  chiari  quanto -
  più  si  sta  attaccati  ai  medesimi,  uscendo  dal  labirinto  delle -
  autorità  estranee.
La  prima  cosa  da  esaminarsi  è  la  parola  compluvium,
procedente  da  compluere,  la  quale,  come  è  per  sè  ben  chiaro, -
  dee  significare  piovere  insieme.  Ma  non  si  può  comprendere -
  come  ciò  avvenga,  se  non  suppongasi  che  la  pioggia
cada  prima  in  alcuni  luoghi,  dai  quali  vada  poi  tutta  a  raccogliersi -
  insieme.  Questo  è  il  significato,  che,  secondo  la  natura -
  e  proprietà  della  lingua  italiana,  deve  avere  compluvium;
ma  se  noi  considereremo  cogli  stessi  principj  displuviatus  (che
avrà  probabilmente  esso  pure  avuto  per  sorella  la  parola  displuvium, -
  come  di  compluvium  si  aveva  compluviatus),  si  dovrà
conchiudere  che  displuvium  e  displuviatus  fossero  il  contrario -
  di  compluvium  e  compluviatus.  Cade  sotto  i  medesimi  riflessi -
  la  parola  colliquiae,  che  deve  venire  da  cum  liqueo,
e  che  fu  interpretata  generalmente  per  canali,  ossia  luoghi
            
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