Full text: Lib. VI (6)

CAPO XI. 
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verà l'esattezza dell' officinatore (1) ; quando poi 
avrà il pregio della venustà delle proporzioni e 
delle simmetrie, allora sarà la gloria dell' archi¬ 
tetto. 
62. Tutte queste cose poi si conducono bene 
quando l'architetto non isdegna di ascoltare i con¬ 
sigli dagli artisti ed ancor dagl' idioti. Perchè non 
solamente gli architetti, ma tutti gli uomini pos- 
sono giudicar ciò ch' è buono; se non che fra 
gli architetti e gl' idioti v' ha questa differenza, 
che l'idiota se non vede fatto non può sapere 
quel che sarà per essere; larchitetto poi, tosto 
che ne ha in sè concepita l'idea, prima di co¬ 
minciare ha pur definito quale sia per esserne la 
venustà, l' uso, il decoro. Fin qui più chiara¬ 
mente che potei ho indicate le cose da me re¬ 
putate utili agli edifizj privati, ed il modo di far¬ 
li: nel seguente volume tratterò delle loro puli¬ 
ture, affinchè sieno eleganti, e per molta antichi¬ 
tà durino senza guastarsi. 
(1) Nell'originale officinator. Altri bottegajo; ma questa 
voce in italiano desta altre idee diverse da quella che vuol 
esprimere l’autore, il quale intende d’indicare quegli che 
esfettivamente costruisce, appartenendo all' architetto propria¬ 
mente l'immaginare e disegnare le forme. Si potrebbe quin¬ 
di dirlo piuttosto esecutore, od artefice, o meglio anche ar¬ 
tiere, che nell' uso significa precisamente quello ch' esercita 
una qualunque arte meccanica.
	        
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