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LIBRO VI.
angustie del luogo opponendosi fanno scuro. Onde -
su questo si dovrà esperire cosi : da quella
parte d' onde bisognerà trarre il lume, si stenda
una linea dall altezza della parete che si vede
ostare a quel luogo a cui è necessario introdurre
la luce; e se da quella linea guardando nell' alto,
si potrà vedere un ampio spazio di cielo puro,
di là senza ostacolo avrassi il lume. Che se ve lo
impedissero i travi, o gli architravi, o i solaj, si
apra nelle parti superiori, e in tal modo vi s'introduca -
: in somma convien regolarsi in maniera,
che da qualunque parte si possa mirare il cielo,
a quella si lasci il luogo per le finestre; e cosi
saranno lucidi gli edifizj. Siccome poi nei triclinj, -
e negli altri conclavi (1) massimo è l'uso de
lumi, cosi lo è negli anditi declivi (2) e nelle
nione il presente passo, il quale è preceduto da una spiegazione -
tanto chiara, dicendosi che in villa non vi è come in
città il muro di qualche vicino che impedisca di aprire fori
nel proprio edifizio da quella parte che più aggrada. Noi
giâ parlammo di questi muri nelle note al cap. VIII. del
lib. Il, e là pensammo con lo Stratico che fossero muri di
comune struttura, cioè di mediocre solidità; ma qui non
possiamo dubitare che non sieno i muri divisori.
(1) Il Galiani nelle altre stanze. Il Barbaro conclavi.
Conclavi dal latino significa luoghi chiusi con chiave, che
ora diciamo appartamenti. Camere, come altri traduce, non
soddisfa al testo.
(2) Orsini nei corritoj, nelle scese e nelle scale. Il Galiani. -
Il latino itineribus clivis, scalisque. Crediamo che clivis
sia da clivius, aggettivo che vale arduo, e che si debba leggère -
in latino cliviis, perchè clivus per discesa, come tradusse -
l' Orsini, non è differente dalla scala, quando non s' intendesse -
di quelle discese fatte a giro; ma in quel caso ciò
e spiegato dall'itineribus cliviis, cioè anditi declivi. Quanto