LIBRO VI.
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so gli attempera per quel tempo, in cui si suole
farne uso. Gli estivi a settentrione: perchè quella
parte (non come le altre che dal calor del solstizio -
diventano ardenti) per essere opposta al corso -
del sole, col perpetuo suo fresco riesce nell'uso -
salutifera e voluttuosa.
37. Cosi si facciano le pinacoteche, le testorie -
de' piumarj (1), e le officine dei pittori, af¬(1) -
Il latino è plumariorum textrinae. Questi sono chiamali
piumarj, dice il Filandro, secondo alcuni dalla piuma dell' ago, -
e secondo altri dal letto di piuma ; ma questo commentatore -
suppone essere cosi detti coloro che ricamavano qualunqué -
specie di vestito o di coperta che fosse riempito di
lana, di piume o d'altro. Ora dai punti sono detti lavoratori
di trapunto o ricamatori ; quindi il lavoro detto dagli antichi -
piumario si può far corrispondere a quello, cui gl' ltaliani -
danno il nome ricamato. I polimitari sono diversi
dai piumarj, benchè anche questi ultimi facciano uso di varj
fili; quelli però sono tessitori che nel tessere adoperano fili
di varj colori. S. Girolamo, Ermolao, ed Ignazio prendono
quelle due voci nel medesimo senso, facendole provenire dalla -
moltiplice varietà dei licci, giacchè mitos in greco significa -
liccio o filo.
A queste erudite osservazioni del Filandro aggiunge lo
Stratico quanto segue, ch'egli trasse dal cap. 25. Lib. XI.
degli Avy. del Turnebo. La voce latina plumare s'interpreta
tanto per tessere, quanto per ricamare. Tuttavolta il ricamare -
era una specie particolare di lavoro, poichè vi si cucivano -
sopra la veste chiovi, bende, foglie, piccoli scudi, tesselli
ed altro, sicchè risultava un tutto assomigliante alle penne
degli uccelli ; ovvero queste si rappresentavano per mezzo
dell' ago. Ciò che deve rimarcarsi nel passo vitruviano si è
la prescritta costanza della luce, importantissima nei gabinetti -
dei ricamatori e dei pittori, come pure nelle pinacoteche, -
tanto per condurre a termine il lavoro, quanto per esaminarlo -
e giudicarne dopo il suo compimento. Non fa d'uopo -
l'avvertire, che ad ottenere questa costanza di luce,
non vi debbono al di fuori essere superficie che la riflettano.
Prima però di tradurre ricamatori, come fece taluno, bisogna -
ben riconoscere se i piumarj veramente ricamavano o
fessevano. La parola textrinae indica senza dubbio che que¬