LIBRO VI.
38
no quadrati, le altezze si spingano una metà plu
lunghe che non son le larghezze. Le pinacoteche,
come pure le essedre (1) devono stabilirsi di grande -
ampiezza: gli oeci corintj e testrastili, e quelli -
che si chiamano egizj abbiano la ragione di
lunghezza e di larghezza, come fu scritto di sopra
della simmetria der triclinj; se non che per le interposizioni -
delle colonne devono essere piu spaziosi.
31. Ma fra 1 corintj e gli egizj v' ha questo
divario: 1 corintj hanno le colonne semplici poste -
o su d’un piedestallo o sul piano, e sopra
hanno gli architravi e le cornici (2) o di legno
o di stueco : in fine sulle cornici i lacunarj sciançati -
(3) a circolo. Gli egizj hanno gli architravi
per l’interposizione delle colonne mostrano chiaramente che
1 comuni triclinj ne erano privi.
(1) Nel libro V. al cap. 11. vengono definite siccome luoghi, -
nei quali vi erano disposti sedili pei filosofi, pei retori,
e per ogni altro che amante degli studj volesse dispûtare.
Qui però trattandosi delle case private, e non dei ginnasj,
si devé ritenere che corrispondano alle nostre camere di conversazione, -
di udienza, di studj. E vero però che Vitruvio
nel cap. 9. del lib. VII. fa credere che le essedre fossero luoghi -
scoperti ; ma gli antichi conversavano, e studiavano anche -
all' aperto.
(2) Non fa parola del fregio, perchè gli antichi nell' interno -
delle abitazioni lo omettevano quasi sempre, particolarmente -
ove era necessario d'introdurvi la luce. Dalla soppressione -
del fregio risulta quella forma di cornice che dicesi
architravata, e che si usa spessissimo. E probabile che questa -
cornice fosse di struttura o di stucco, e l'architrave di
legname, particolarmente nelle sale egizie, essendo gl'intercolunnj -
troppo ampj perchè vi si potesse adoperare architravi -
di marmo. Cosi lo Stratico.
(3) Il testo delumbata. Lo Stratico dice, che qui Vitruvio -
indica il contrario di quello che volle esprimere colle
parole dell' alta testuggine parlando della basilica di Fano,